Valle dell’Aniene divisa sul referendum sulla giustizia: nei grandi centri prevale il “No”, mentre nei borghi più piccoli emerge una spinta significativa verso il “Sì”, con risultati spesso ribaltati rispetto alle realtà più popolose.
È questo il quadro che emerge dall’analisi dei dati comune per comune, dove il voto racconta una geografia politica frammentata ma ricca di spunti.
Nei comuni con il maggior numero di votanti si registra una netta affermazione del “No”. A Guidonia si contano 19.712 “No” contro 18.562 “Sì”, mentre a Tivoli il distacco è di oltre mille voti (12.528 “No” contro 11.529 “Sì”). Stesso trend anche a Castel Madama (1.851 “No”, 1.558 “Sì”) e Olevano Romano (1.645 “No”, 1.617 “Sì”), dove il margine resta però più contenuto.
Scenario diverso nei centri più piccoli e nelle realtà montane, dove il “Sì” conquista terreno. Spiccano Subiaco (2.128 “Sì” contro 1.926 “No”), Vicovaro (887 “Sì”, 849 “No”) e Sant’Angelo Romano (1.015 “Sì”, 929 “No”).
Il “Sì” prevale anche in numerosi borghi:
Agosta (442 “Sì”, 310 “No”), Arcinazzo Romano (382 “Sì”, 258 “No”), Affile (425 “Sì”, 322 “No”), Bellegra (827 “Sì”, 608 “No”), Roiate (232 “Sì”, 155 “No”), Gerano (318 “Sì”, 247 “No”) e Cerreto Laziale (303 “Sì”, 265 “No”).
Netta affermazione anche nei centri più piccoli: Jenne (133 “Sì”, 71 “No”), Licenza (265 “Sì”, 164 “No”), Saracinesco (33 “Sì”, 17 “No”), Vallepietra (79 “Sì”, 49 “No”) e Rocca Santo Stefano (269 “Sì”, 191 “No”).
Non mancano i casi di equilibrio quasi perfetto. È il caso di Anticoli Corrado, dove “Sì” e “No” si fermano esattamente a 221 voti ciascuno, e di Percile (53 “No”, 52 “Sì”) e Vivaro Romano (35 “No”, 34 “Sì”), dove il risultato si decide per una manciata di preferenze.
Il “No” mantiene comunque posizioni solide in diversi comuni: Roviano (425 “No”, 256 “Sì”), Arsoli (395 “No”, 345 “Sì”), Riofreddo (200 “No”, 160 “Sì”), Sambuci (230 “No”, 207 “Sì”), Cervara di Roma (101 “No”, 94 “Sì”), Marano Equo (221 “No”, 162 “Sì”), Mandela (269 “No”, 223 “Sì”) e Ciciliano (380 “No”, 245 “Sì”).