The news is by your side.

Castel di Tora, l’arte diventa custode della memoria: il borgo si trasforma in museo a cielo aperto

CASTEL DI TORA – Ci sono luoghi in cui il passato non resta confinato negli archivi, ma torna a vivere tra vicoli e piazze. A Castel di Tora, annoverato tra I Borghi più Belli d’Italia, è in corso un progetto che unisce riqualificazione urbana e identità culturale: “Arte e Tradizioni”.

L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale, sta trasformando elementi urbani tecnici – come gli sportelli delle utenze – in vere e proprie opere pittoriche. L’obiettivo è ambizioso: rendere il borgo affacciato sul lago del Turano un museo diffuso capace di raccontare la storia, le tradizioni e la biodiversità del territorio.

A firmare il racconto visivo è Roberta Sassara, Maestra d’Arte diplomata con lode all’Accademia di Belle Arti di Roma. Con il suo pennello sta restituendo nuova vita agli angoli meno visibili del paese, fondendo decoro urbano e narrazione storica.

Ogni intervento pittorico dialoga con l’architettura del borgo, valorizzando scorci e superfici che diventano supporto per immagini cariche di memoria.

Il progetto si articola in tre filoni tematici.

La storia si fa immagine. Le opere si ispirano a documenti e fotografie d’epoca, come quelle di Gabriele Gentili, riportando in vita scene di quotidianità: il solenne “Rientro dalla processione”, il conviviale “Polentone”, fino ai momenti del lavoro agricolo – trebbiatura e setacciatura del grano – che raccontano la fatica e la dignità delle generazioni passate.

La voce della saggezza popolare. Grazie alla ricerca di Giovanni Giovannelli, che ha raccolto oltre 200 proverbi locali, i muri del paese ospitano antichi detti in elegante calligrafia, accompagnati da piuma e calamaio. Frasi come “Nù dolore se vede chi te vò bene” o “I panni sporchi se lavanu rento casa” tornano così a parlare ai visitatori, custodendo il patrimonio linguistico del borgo.

Natura e biodiversità. Non solo memoria storica: l’arte celebra anche l’ambiente incontaminato della valle del Turano. Tra le raffigurazioni spiccano flora locale e specie rare come l’Ululone appenninico, simbolo della biodiversità del territorio.

Il progetto “Arte e Tradizioni” è anche un esempio di partecipazione collettiva. Numerosi cittadini hanno messo a disposizione spazi privati per ospitare le opere, contribuendo alla nascita di un percorso artistico diffuso che attraversa l’intero abitato.

È proprio questa sinergia tra istituzioni, artista e residenti a rendere l’iniziativa qualcosa di più di una semplice operazione estetica: un gesto condiviso che rafforza il senso di appartenenza e trasforma Castel di Tora in un laboratorio di memoria viva, dove l’arte diventa strumento di identità e attrattività culturale.