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Addio a Don Aldo Antonelli, la fede come impegno e dialogo digitale: aveva 84 anni

Tagliacozzo. Addio a Don Aldo Antonelli, il sacerdote che ha trasformato la fede in impegno civile e la catechesi in dialogo digitale.
Si è spento a Roma all’età di 84 anni, stroncato dall’aggravarsi di patologie che lo affliggevano da tempo, lasciando un vuoto profondo nella sua Villa San Sebastiano e in tutta la comunità marsicana.
A dare l’annuncio ufficiale è stato il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, che ha ricordato come Don Aldo abbia “chiuso gli occhi a questo mondo per aprirli alla luce del Signore”. Più che un semplice parroco, Antonelli è stato un intellettuale controcorrente, capace di scuotere le coscienze ben oltre le mura della chiesa. Famoso per le sue posizioni decise e mai filtrate, aveva scelto i social network come un moderno pulpito per dare voce agli ultimi e agli emarginati.
Un uomo che ha sempre manifestato il suo pensiero con onestà intellettuale, evidenziando come la sua apparente natura “schierata” fosse in realtà una radicale adesione al Vangelo, libera da dogmi e rigorismi. Con la sua scomparsa, il territorio perde un difensore della carità cristiana e un pensatore acuto che non ha mai smesso di “combattere la buona battaglia”.
Il primo cittadino ha concluso il suo commosso saluto immaginandolo già in cielo, intento a riabbracciare il fratello Don Adelio tra sorrisi e partite a carte.

Nato nel 1942 a Villa San Sebastiano di Tagliacozzo, Don Aldo Antonelli è stato per quasi trent’anni la guida spirituale della parrocchia di Santa Croce ad Antrosano, frazione di Avezzano, fino alle sue dimissioni nel 2014. Ordinato sacerdote nel 1968 insieme al fratello Don Adelio, ha festeggiato i 50 anni di ministero nel 2018, confermando una vita spesa “in trincea”.

Noto come “prete scomodo” o “prete rosso”, è stato un pilastro della lotta alla criminalità organizzata come coordinatore provinciale e referente regionale di Libera in Abruzzo.

Ha sempre sostenuto che la fede non potesse prescindere dall’impegno politico per i deboli. È stato protagonista di battaglie storiche, come l’opposizione alla guerra in Iraq e le critiche al capitalismo e al consumismo religioso.

 

Capace di gesti eclatanti, come allestire un presepe senza Bambinello per protesta o rifiutarsi di pagare il canone Rai per i programmi “voltastomaco”, ha saputo parlare alle nuove generazioni attraverso i social.