Carsoli, il distretto sanitario diventerà “Casa della comunità”: proseguono a spron battuto i lavori
CARSOLI – Procedono a ritmo costante i lavori a Carsoli sull’edificio del Distretto Sanitario di via Mazzini destinato a diventare una delle strutture sanitarie più strategiche del territorio. Un cantiere importante, simbolo di rinnovamento e di una sanità sempre più vicina ai cittadini, che sta trasformando un immobile storico in una moderna Casa di Comunità di Carsoli.
Come noto, la struttura è stata chiusa nel settembre 2025 per consentire l’avvio degli interventi di riqualificazione, necessari a dare vita a un modello innovativo di assistenza territoriale. Un progetto ambizioso, pensato per integrare servizi sanitari e sociosanitari in un unico presidio, capace di rispondere in modo più efficace ai bisogni della popolazione.
La realizzazione dell’opera è curata dalla ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila ed è stata resa possibile grazie ai fondi del PNRR, nell’ambito della Missione Salute. L’importo complessivo dei lavori supera i cinquecentomila euro, ai quali si aggiungono oltre trentamila euro destinati specificamente agli interventi per la sicurezza, a conferma dell’attenzione posta sulla qualità e sull’affidabilità della struttura.
Ad eseguire i lavori è l’impresa Coco Costruzioni, realtà del territorio incaricata di tradurre il progetto in un’opera concreta, funzionale e al passo con gli standard richiesti dalla sanità moderna.
Nel frattempo, per garantire la continuità dell’assistenza, i servizi della ASL sono stati temporaneamente trasferiti in via Tiburtina Valeria km 68.700, presso l’ex sede del Sole 24 Ore. Una soluzione provvisoria, adottata nelle more dei lavori, che consente ai cittadini di continuare ad usufruire delle prestazioni sanitarie senza interruzioni.
L’avanzamento del cantiere in via Garibaldi rappresenta dunque un passaggio fondamentale per il futuro della sanità locale: un investimento concreto, che guarda alla prossimità delle cure, all’innovazione e a un nuovo modo di intendere il rapporto tra territorio e servizi sanitari. Un’opera che, una volta completata, restituirà a Carsoli un presidio rinnovato, moderno e centrale nella vita della comunità nella Piana del Cavaliere.
Le Case della Comunità sono il cuore della riforma dell’assistenza sanitaria territoriale avviata con i fondi del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Le Case della Comunità sono un nuovo presidio del Servizio sanitario Nazionale. Si tratta di strutture sanitarie non ancora presenti in tutte le Regioni, ma che dovranno essere attive e funzionanti su tutto il territorio italiano entro la metà del 2026, secondo quanto previsto dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Una parte sostanziale dei finanziamenti ottenuti nell’ambito del PNRR è infatti volta alla costituzione di poco più di un migliaio di questi presidi, riconvertendo perlopiù edifici e strutture sanitarie esistenti (ad esempio, i locali di Asl o di strutture ospedaliere), oppure costruendone di nuove. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare l’assistenza sanitaria di prossimità, quella che oggi è incarnata dagli ambulatori dei medici di base e dei pediatri, e dai medici della continuità assistenziale (cioè le guardie mediche, attive quando gli ambulatori di medici e pediatri sono chiusi), le cui debolezze sono emerse con forza durante la pandemia di Covid.
Il PNRR ha inizialmente previsto l’attivazione di 1350 Case della Comunità sul territorio, indicativamente 1 ogni 40-50.000 abitanti, entro la prima metà del 2026. L’Italia ha però ottenuto dalla Commissione Europea la possibilità di rimodulare questo obiettivo per compensare l’aumento dei costi incorso negli ultimi anni, target ora fissato ad un minimo di 1038 Case della Comunità, individuate perlopiù in edifici già esistenti da riconvertire o ristrutturare. L’obiettivo è però di raggiungere il target inziale e anche di superarlo, arrivando a più di 1.700 Case della Comunità da realizzare grazie a fondi addizionali per l’edilizia sanitaria.
Le Case della Comunità saranno strutture sanitarie nuove, soprattutto da un punto di vista funzionale e non necessariamente dal punto di vista della collocazione e dei locali, in quanto in buona parte dei casi si sovrapporranno agli attuali poliambulatori delle Asl.
Per come sono state pensate, rivestiranno un ruolo intermedio tra gli ambulatori dei medici e dei pediatri di famiglia e l’ospedale, con un obiettivo duplice:
- offrire ai cittadini un’assistenza di base complementare a quella che già ricevono dai propri medici e pediatri, assicurando così una vera continuità dell’assistenza quando gli ambulatori di questi ultimi non sono aperti, anche in orari diurni;
- ridurre il ricorso improprio al Pronto Soccorso per problemi di salute non realmente urgenti, con l’obiettivo dichiarato di ridurne il sovraffollamento.
Non solo: le Case della Comunità saranno il punto unico di accesso per attività di prevenzione, cura e riabilitazione, soprattutto per i cittadini fragili per malattia o condizione sociale o affetti da malattie croniche, diventando così il centro in cui si organizzano tutti i servizi che già ora le Asl garantiscono.
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