TIVOLI – 105 kg di indifferenziata, 12 kg di vetro, 17,5 kg di plastica, 5 di carta e oltre 500 metri quadrati di erba sfalciata. Sono questi i numeri dell’intervento di cura urbana realizzato questa mattina da Retake Tivoli nel quartiere Adrianella, negli spazi antistanti la scuola dell’infanzia e le case popolari di via G. Marconi 15.
A partire dalle ore 10, nove volontari dell’associazione insieme a numerosi residenti – tra cui tanti bambini – hanno lavorato fianco a fianco per restituire decoro e vivibilità a un’area centrale per la vita del quartiere. L’azione ha interessato dieci aiuole, le gradinate dell’anfiteatro, le scalinate di accesso e gli spazi comuni circostanti, riportando ordine e dignità a un luogo frequentato ogni giorno da famiglie e studenti.
Il lavoro di squadra ha permesso non solo di rimuovere una quantità significativa di rifiuti abbandonati, ma anche di intervenire in modo strutturale sul verde, con lo sfalcio di circa 500 mq di erba che rendevano alcune zone difficilmente fruibili. Un intervento concreto che ha migliorato immediatamente la qualità e la sicurezza degli spazi pubblici.
Ma il segnale più forte è arrivato nel pomeriggio, quando alcuni residenti hanno deciso di proseguire autonomamente con la riqualificazione del vicino giardinetto antistante le case popolari. Un gesto che conferma come la cura condivisa possa generare senso di appartenenza e continuità nel tempo.
Secondo lo spirito di Retake, quella di oggi non è stata soltanto un’azione straordinaria, ma un passo ulteriore verso una comunità più consapevole e attiva. L’auspicio è che l’anfiteatro e le aiuole riordinate diventino un punto di incontro stabile e accogliente per il quartiere, e che l’esempio dell’Adrianella possa ispirare altri cittadini a prendersi cura della propria città.
«È stata una giornata che ha superato le nostre aspettative» – ha dichiarato Fabio Amici, responsabile di Retake Tivoli. «I tiburtini hanno dimostrato di voler reagire al degrado, riportando una nuova forma di socialità negli spazi comuni. La partecipazione dei bambini è stata straordinaria: con la loro energia hanno coinvolto anche gli adulti. Oggi non abbiamo solo riqualificato un’area, ma costruito nuove relazioni».