Molti cittadini lanciano un’allerta per accumulo di detriti lungo il fiume Almone, che, durante le piogge intense di questi giorni, rischiano di formare veri e propri tappi sotto i ponti, con possibili criticità per la sicurezza idraulica.
Il fiume Almone, sacro ai Romani antichi e citato da Virgilio nel libro IV dell’Eneide, ha storicamente rappresentato uno dei confini della Roma Repubblicana. Gli archeologi, tra cui il prof. Lorenzo Quili, considerano l’Almone un vero e proprio monumento naturale e culturale.
Purtroppo, l’uso moderno del bacino fluviale ha ridotto il fiume a un ricettacolo di scarichi fognari e rifiuti solidi provenienti dai Comuni dei Castelli Romani e dai quartieri sud-est di Roma.
L’Almone nasce alle pendici dei Colli Albani e, con un percorso di circa 22 km, arriva a Roma. Attualmente, le sue acque non confluiscono più nel Tevere, ma sono convogliate verso il depuratore Roma Sud per il trattamento.
Le autorità locali invitano la popolazione a prestare attenzione durante le giornate di pioggia e a segnalare eventuali situazioni di pericolo lungo il corso del fiume. Il monitoraggio del bacino idrografico è costante per prevenire possibili allagamenti o danni alle infrastrutture.