CAPPADOCIA – Nel cuore dell’Appennino abruzzese, ai piedi del Monte Viglio e all’interno del Parco naturale regionale dei Monti Simbruini, Camporotondo rappresenta da decenni un punto di riferimento per il turismo montano del centro Italia. Località sciistica del comune di Cappadocia, Camporotondo non è solo una meta invernale, ma un luogo che racconta una storia fatta di natura, comunità e passione per la montagna.
Lo sviluppo di Camporotondo come stazione sciistica affonda le sue radici nel secondo dopoguerra, quando l’area iniziò a essere frequentata da appassionati di sci provenienti soprattutto da Roma e dal Lazio. La vicinanza alla Capitale e le caratteristiche naturali del territorio — ampi pianori, pendii regolari e un’altitudine favorevole — resero Camporotondo una delle prime località appenniniche adatte allo sci alpino e nordico.
Negli anni, accanto alle piste e agli impianti di risalita, si è consolidata una vera e propria cultura della montagna. Camporotondo è diventata luogo di formazione per generazioni di sciatori, famiglie e scuole, mantenendo sempre un’impronta autentica e accessibile, lontana dai grandi comprensori turistici ma profondamente legata al territorio.
Il legame con il borgo di Cappadocia è stato ed è tuttora centrale. La comunità locale ha accompagnato la crescita della località sciistica, integrando l’offerta turistica con l’ospitalità tradizionale, la cucina di montagna e la valorizzazione delle risorse ambientali. Camporotondo ha saputo così evolversi senza perdere la propria identità, rimanendo un luogo vissuto prima ancora che visitato.
Con il tempo, la località ha ampliato la propria vocazione, affermandosi anche come meta estiva per escursionisti, amanti del trekking, della mountain bike e della natura incontaminata. I sentieri che si snodano verso il Monte Viglio e le cime dei Simbruini raccontano una montagna che cambia volto con le stagioni ma conserva intatto il suo fascino.
Oggi Camporotondo continua a rappresentare un patrimonio ambientale e culturale per l’Abruzzo e per tutto il comprensorio appenninico. Una località che, tra passato e futuro, testimonia come la montagna possa essere sviluppo, memoria e comunità, mantenendo vivo il rapporto tra uomo e natura.