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Cinecittà e parcheggi selvaggi, protestano i residenti: come nel far west

roma – Cresce la tensione nel quartiere Cinecittà, dove i residenti tornano a denunciare una situazione ormai diventata quotidiana: automobili parcheggiate sui marciapiedi, spesso in modo selvaggio, che impediscono il passaggio ai pedoni e creano disagi a persone con disabilità, genitori con passeggini e cittadini costretti a entrare o uscire dai garage.

L’ultimo episodio segnalato riguarda un’auto lasciata in sosta irregolare per oltre ventiquattro ore, occupando completamente lo spazio pedonale e rendendo impossibile il transito. Una presenza che, secondo i residenti, ha causato difficoltà continue e ha alimentato un forte senso di esasperazione.

Nella mattinata successiva, intorno alle 11.40, il veicolo – stando alle proteste sui social –  risultava ancora parcheggiato nello stesso punto, senza che il proprietario fosse intervenuto. Qualcuno, esasperato, ha lasciato sul parabrezza due biglietti di protesta, ricordando che la strada non è di proprietà privata e che il rispetto delle regole vale per tutti.

La segnalazione diventa però il simbolo di un problema più ampio. I cittadini denunciano comportamenti sempre più frequenti di inciviltà stradale, aggravati dalla convinzione diffusa che ogni necessità personale possa giustificare l’infrazione. Nemmeno il possesso di un contrassegno per disabili, sottolineano i residenti, può autorizzare la violazione delle norme quando si impedisce la mobilità altrui.

«Il quartiere funziona solo se ognuno fa la propria parte», è il messaggio che emerge con forza dalla protesta. Un richiamo alla responsabilità individuale, contro l’idea che la mancanza di parcheggi o la fretta possano diventare attenuanti automatiche.

Secondo molti abitanti, il paradosso è evidente: gli stessi cittadini che chiedono più controlli, più servizi e più decoro urbano finiscono talvolta per alimentare il degrado con comportamenti quotidiani scorretti. Un atteggiamento che, alla lunga, penalizza l’intera comunità.

La richiesta è chiara: più rispetto delle regole e maggior senso civico, perché la vivibilità di un quartiere non dipende solo dagli interventi delle istituzioni, ma anche dalle scelte di chi lo abita ogni giorno. E se il problema dei parcheggi resta reale, ribadiscono i residenti, non può trasformarsi in un alibi per occupare marciapiedi e spazi destinati alla sicurezza dei più fragili.

Una protesta che si fa “grido di dolore”, ma anche appello collettivo: migliorare il quartiere è possibile solo partendo dal comportamento di ciascuno.