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Immigrazione clandestina, a processo due arrestati dal Nucleo Carabinieri Ispettorato Lavoro di Chieti

PESCARA – Ci sono voluti quattro mesi di indagini e di intercettazioni dei militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Chieti, coordinate dalla Procura della Repubblica di Pescara, per far luce sulle attività illecite dei due arrestati che, attraverso una società di servizi gestita da entrambi, avevano messo in piedi un vero e proprio business che gli avrebbe fruttato circa 65.000 euro. La società, che era stata costituita “ad hoc” nello scorso mese di febbraio proprio con l’intento di raggirare le regole dei Flussi migratori 2022, aveva assunto fittiziamente nr. 53 cittadini di nazionalità bengalese ed inoltrato nr. 468 istanze, a partire dalla giornata del “Click Day” dello scorso 27 marzo 2023, sul portale messo a disposizione dal Ministero dell’Interno. È stato proprio lo spropositato numero di richieste ad insospettire i militari che hanno avviato le indagini.

Il modus operandi adottato dai due era quello di ricevere danaro per l’inoltro di ogni singola istanza e successivamente raggirare gli stranieri promettendo loro anche di riuscire ad ottenere dalla Prefettura di Pescara un regolare Nulla Osta al lavoro subordinato con conseguente rilascio di regolare permesso di soggiorno e, per rendere il tutto credibile, emettevano false buste paga, facendosi pagare anche i contributi da versare agli Enti Previdenziali. La Prefettura, già allertata dell’attività illecita e dell’indagine in corso, aveva sospeso il rilascio della documentazione tanto che i due, pressati dagli stranieri che nel frattempo avevano pagato cifre anche di 500,00 euro per l’inoltro delle singole istanze, erano stati costretti a falsificare i Nulla Osta.

È stato proprio durante un incontro con quattro stranieri, tenutosi nella sede della società a ridosso della Strada Parco, che i militari del NIL di Chieti hanno fatto irruzione nel mentre avveniva il pagamento in contanti di parte dei documenti falsi per una cifra di 18.000 euro circa. Il Denaro, i Nulla Osta falsi ed altra documentazione utile alle indagini sono stati posti sotto sequestro, così come l’ufficio della società. Dopo l’interrogatorio di garanzia, il GIP Giovanni De Rensis, ritenendo gravi gli indizi di colpevolezza a loro carico, ha scarcerato entrambi adottando per quest’ultimo la misura dell’obbligo di dimora nel capoluogo pescarese.

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A questo procedimento, poi, si è aggiunto un nuovo fascicolo in seno alla Procura Distrettuale Antimafia dell’Aquila che vede coinvolti anche Guida e Andreacola, sempre in relazione al rilascio di permessi fasulli a cittadini bengalesi che lo scorso mese di novembre 2025 ha portato all’arresto in custodia cautelare di un cittadino bengalese risultato essere il vertice apicale della piramide associativa finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione irregolare sul territorio nazionale, vero e proprio punto di riferimento in Abruzzo per i suoi connazionali intenzionati a giungere in Italia e al contestuale deferimento di ulteriori 19 indagati tra cui il Guida e l’Andreacola.

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I carabinieri del NIL di Chieti avevano seguito gli accordi presi da Guida e Andreacola con i tre rappresentanti dei bengalesi, finalizzati a ottenere 22 permessi di soggiorno, dietro pagamento di 65mila euro. Non essendo in grado di rispettare gli impegni, Guida e Andreacola, con l’ausilio di D’Emilio, decisero di consegnare ai bengalesi 22 permessi falsi, simulando di averli ricevuti direttamente dalla Prefettura di Pescara a seguito dell’inoltro delle istanze nell’ambito del decreto flussi 2022, per permettere l’ingresso in Italia di altrettanti cittadini bengalesi utilizzando la loro società.

Ma i carabinieri del NIL di Chieti stavano monitorando da mesi le operazioni condotte da Guida e Andreacola riuscendo ad arrestarli in flagranza di reato presso il loro ufficio nel luglio 2023. In fase di interrogatorio di garanzia, Guida alla luce delle schiaccianti prove a suo carico ammise le sue condotte.

Il Guida e l’Andreacola sono stati rinviati a giudizio ed e la prima udienza dibattimentale è stata fissata per il 12 marzo 2026.