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Quattro amici, un’unica memoria: la Cattedrale gremita per Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino

Avezzano. Quattro amici, un’unica memoria: la Cattedrale gremita per Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino.

La Cattedrale di Avezzano, gremita in ogni ordine di posto, ha accolto una comunità raccolta, silenziosa, profondamente unita nel ricordo. A cinque anni dalla tragedia del 24 gennaio 2021, la città si è fermata per rendere omaggio ai suoi Angeli del Velino: Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino, i quattro amici travolti dalla valanga sul monte che amavano.

La celebrazione eucaristica si è svolta alle 17.30 ed è stata molto più di un rito religioso. È stata un rito collettivo, un momento di condivisione autentica, un abbraccio intenso e immenso rivolto ai genitori, ai familiari e agli amici, ma anche a un’intera comunità che continua a portare dentro di sé una ferita mai rimarginata.

Nella navata della Cattedrale, gli sguardi, le lacrime trattenute, il silenzio carico di emozione hanno raccontato meglio di qualsiasi parola quanto quei quattro volti siano ancora presenti nella vita della città. Fuori, in piazza Risorgimento, i palloncini bianchi, lo striscione e la musica. Nel sagrato si sono levate le note di Hallelujah, canzone simbolo di purezza, di speranza, di un legame che va oltre il tempo e lo spazio.

Sulla facciata della Cattedrale, l’immagine dei quattro amici in montagna, proiettata nella luce della sera, ha colpito dritto al cuore.

Una fotografia semplice e potentissima, capace di fermare il respiro: loro insieme, sorridenti, nel luogo che li univa. Un’immagine che ha trasformato la piazza in un grande spazio di memoria condivisa, dove i volti di Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino continuano a vivere, scolpiti nel ricordo collettivo.

Ancora una volta, la città ha dimostrato di non dimenticare. Di saper custodire il dolore con dignità, trasformandolo in vicinanza, solidarietà e amore. Perché gli Angeli del Velino non sono solo un ricordo: sono parte dell’identità di questa comunità, un legame che resiste al tempo e che continua a unire, nel silenzio e nella luce, chi resta e chi veglia dall’alto.