ROMA — Terzo giorno consecutivo di operazioni straordinarie a Tor Bella Monaca.
Un quartiere simbolo delle periferie difficili torna al centro dell’attenzione nazionale con un dispiegamento di forze mai visto negli ultimi anni.
All’alba di sabato 24 gennaio 2026, via dell’Archeologia si è svegliata circondata da uniformi, lampeggianti e posti di controllo. In campo i Carabinieri del Gruppo Frascati, della Compagnia di Frascati, della Stazione di Tor Bella Monaca, affiancati dai militari del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”, reparto d’élite dell’Arma, e dalla Guardia di Finanza.
Un’operazione imponente, finalizzata al ripristino della legalità in una delle aree più critiche della Capitale.
Armi, droga e arresti: ma solo uno finisce in carcere
Il bilancio è pesante: sequestri, arresti per possesso illegale di armi, spaccio di droga e altri reati gravi.
Eppure, il dato che scuote l’opinione pubblica è un altro.
Delle dieci persone arrestate nell’operazione di giovedì scorso, solo una è stata tradotta in carcere. Tutti gli altri sono tornati in libertà.
Una circostanza che riaccende lo scontro sul tema della sicurezza e delle falle del sistema giudiziario.
«È giusto che i cittadini sappiano la verità», viene ribadito durante le operazioni.
Lo Stato interviene, arresta, sequestra — ma troppo spesso non riesce a trattenere chi viene fermato.
“I militari restano, granitici, nonostante tutto”
Durante i controlli, la presenza costante delle istituzioni sul territorio vuole essere un segnale chiaro: le Forze dell’Ordine non arretrano.
«Nonostante le evidenti falle di un sistema che non incarcera chi viene arrestato — è il messaggio — i militari continuano ogni giorno a fare il proprio dovere, granitici e determinati».
Un ringraziamento ufficiale è stato rivolto dal presidente del Municipio Le Torri al Governo guidato da Giorgia Meloni, al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al Ministro della Difesa Guido Crosetto, al Prefetto di Roma Lamberto Giannini e al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale Salvatore Longo, per aver autorizzato l’impiego dei reparti speciali.