The news is by your side.

Quarticciolo, un anno dopo il decreto Caivano bis: “Promesse mancate e periferia ancora abbandonata”

ROMA – Ad un anno dall’approvazione del decreto Caivano bis, al Quarticciolo la situazione resta immutata. Annunci istituzionali, milioni di euro promessi e progetti di rilancio continuano a non tradursi in interventi concreti per chi vive quotidianamente nella borgata romana.

Secondo quanto denunciato dagli abitanti e dai collettivi del territorio, l’unica presenza costante dello Stato si è manifestata attraverso operazioni delle forze dell’ordine e sfratti eseguiti all’alba, spesso mentre le persone si preparano per andare al lavoro. Un’azione repressiva che, spiegano i residenti, non è stata accompagnata da politiche sociali, manutenzione degli edifici o reali investimenti sulla qualità della vita.

Eppure, la mobilitazione del quartiere ha prodotto risultati. Negli ultimi mesi, grazie all’unità degli abitanti, sono stati ottenuti alcuni importanti traguardi: la stesura di un piano per le periferie elaborato direttamente dai residenti, il blocco temporaneo degli sfratti e l’apertura di tavoli di discussione pubblica con le istituzioni.

Passi avanti che però non bastano.

Nel quartiere continuano a emergere problemi strutturali gravi: solai che cedono, tetti e balconi da riparare, tubature obsolete. Interventi che troppo spesso ricadono economicamente sugli stessi inquilini, costretti a provvedere con risorse proprie. Nel frattempo, denunciano i residenti, i fondi destinati al territorio vengono impiegati in opere considerate marginali, come l’ennesima ristrutturazione della piazza, mentre le case popolari restano in condizioni di pericoloso degrado.

A essere chiamate in causa sono anche le responsabilità del Comune e dell’Ater, accusate di ignorare centinaia di segnalazioni e richieste di intervento. «Le priorità degli abitanti sono diverse da quelle di chi governa», spiegano dal quartiere, sottolineando la distanza tra le esigenze reali della popolazione e le scelte politiche adottate.

Per fare il punto a un anno dal decreto emergenze e rilanciare il confronto pubblico, è stato organizzato un incontro domenica 25 gennaio alle ore 18 presso il Teatro Parrocchia “La Sorgente”, in via Manfredonia 5. Un’assemblea aperta per raccontare ciò che è accaduto, valutare quanto è stato disatteso e, se necessario, tornare a mobilitarsi.

Perché al Quarticciolo, spiegano gli abitanti, il rischio è che anche questa volta le promesse restino soltanto parole, mentre la periferia continua ad aspettare risposte concrete, dignità abitativa e diritti fondamentali.