ROMA – Si è spenta all’età di 76 anni Valeria Fedeli, già ministra dell’Istruzione durante il governo Gentiloni, senatrice del Partito Democratico ed ex sindacalista. A darne notizia sono stati i familiari. Nata a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 29 luglio 1949, Fedeli ha attraversato decenni di storia italiana lasciando un segno profondo nel mondo del lavoro, della politica e dei diritti civili.
“Una donna coraggiosa, battagliera, capace di dialogo”, l’ha ricordata l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, esprimendo vicinanza al marito Achille Passoni, anche lui ex senatore ed ex sindacalista. Parole che riassumono il tratto distintivo di una figura che ha sempre coniugato fermezza e capacità di confronto.
Il suo percorso prende avvio nel sindacato, dove ha ricoperto ruoli di primo piano all’interno della Cgil, entrando nella Direzione Nazionale e contribuendo alla nascita del Sindacato dei Lavoratori della Comunicazione (SLC-CGIL). Nel 1996 entra nella segreteria nazionale della Filtea-Cgil, la federazione dei lavoratori del tessile, abbigliamento e calzature, portando avanti battaglie per i diritti, la dignità del lavoro e l’uguaglianza.
Nel 2012 l’ingresso in politica, dove continuerà a difendere con coerenza i valori che l’hanno sempre contraddistinta. Sul suo profilo social si definiva “riformista, femminista, di sinistra”, ed è stata tra le fondatrici del movimento “Se non ora, quando?”, contribuendo in modo significativo al dibattito sui diritti delle donne e sulla parità di genere.
La camera ardente sarà allestita oggi, giovedì 15 gennaio, in Campidoglio, presso la Sala della Protomoteca (ingresso dalla scalinata del Vignola). L’apertura al pubblico è prevista dalle ore 10 alle 18, con un momento di ricordo alle 12.30.