A quanto pare il 22-23 marzo prossimo avrà luogo il Referendum Costituzionale nonostante in questi giorni siano state raggiunte 500mila firme contro la riforma della magistratura su cui si basa questo referendum.
Il governo chiede di approvare attraverso il SÌ delle modifiche su alcune leggi della nostra costituzione che riguardano il settore della giustizia.
Secondo l’opinionista politica del Sole24 ore Lina Palmerini tale referendum non è volto a modificare leggi che accorcerebbero le tempistiche dei processi, nè a ridurre gli errori giudiziari, non è volto nemmeno all’assunzione di più magistrati ma va a toccare il ‘potere giudiziario’ della nostra Costituzione.
In questo momento storico c’è la necessità di capire non solo come votando SI , le leggi che riguardano la magistratura vengono modificate, piuttosto il loro fine ultimo e soprattutto perché c’è tanta fretta di andare alle urne.
Andiamo per gradi.
La Costituzione Italiana,entrata in vigore il 1 gennaio 1948, si basa sul principio della separazione di 3 poteri: Potere Legislativo (Parlamento che si occupa di legiferare) Potere Esecutivo (Governo che attua le leggi) Potere Giudiziario (Magistratura che applica le leggi). Ognuno di questi poteri è indipendente ed ha funzioni distinte. Essendo però interconnessi generano un equilibrio di poteri tali da mantenere viva la democrazia.
Il Ministro della Giustizia attuale, Carlo Nordio, ha già abolito il reato di abuso di ufficio previsto dalla legge 323 del codice penale nella Legge 114/2024 nota come Riforma Nordio, ha posto anche limitazione per tempo e modo sulle intercettazioni giudiziarie. In questo modo al comune cittadino vien tolta la possibilità di avere giustizia ogni qual volta è vittima di una decisione illegittima da parte dei politici o delle amministrazioni pubbliche. Quest’ultime ad oggi hanno la possibilità di non rispondere nemmeno alle diffide che un comune cittadino può muovere contro di loro perché di fatto non succederebbe assolutamente nulla, nessuno aprirebbe una ipotetica indagine su un abuso di ufficio.
Ai Pubblici Ministeri in precedenza furono già posti limitazioni nel loro operato attraverso la Ministra Marta Cartabia.
Con il Referendum Costituzionale prossimo il governo vorrebbe in primis la separazione delle carriere dei Magistrati. Riforma che potrebbe inizializzare un controllo della sfera politica sul potere giudiziario che da costituzione si dovrebbero equiparare. Marco Travaglio direttore del Fatto quotidiano qualche sera fa si è espresso in questo modo:
Se vogliono farci credere che con questo referendum non metteranno il Pubblico Ministero sotto il controllo del Governo, dovrebbero far tacere Nordio, che in una intervista al Corriere Della Sera ha dichiarato ‘che questa legge serve tanto alla destra quanto alla sinistra, ricordando che il governo Prodi cadde perchè indagarono il Ministro Mastella e si domanda coma la Schlein non capisca che questa riforma conviene anche a lei, così nessuno ministro verrà indagato’. Travaglio prosegue – in nessuno dei 7 punti del referendum si parla di questo. Evidentemente Nordio sa già quali saranno i passaggi successivi. Si rischia che i politici decideranno di quali reati si devono occupare i PM. In tal modo chi controlla i politici ?