Marsica, 110 anni dal terremoto distruttivo – Giovagnorio: il ricordo di una ferita che ha segnato il territorio
TAGLIACOZZO – Era un mercoledì, il 13 gennaio 1915, quando la terra tremò con una violenza devastante nella Marsica, distruggendo quasi completamente città e paesi e causando la morte di oltre trentamila persone. Una delle più gravi catastrofi naturali della storia italiana, che ancora oggi rappresenta una ferita profonda nella memoria collettiva del territorio.
A 110 anni da quell’immane tragedia, la Marsica ricorda le vittime di un sisma che cancellò intere comunità, lasciando dietro di sé macerie, dolore e un numero incalcolabile di famiglie spezzate. Un evento che segnò per sempre il volto sociale, urbano e umano dell’area.
Nel messaggio diffuso in occasione dell’anniversario, il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha richiamato il valore della memoria e della resilienza del popolo marsicano, sottolineando come, da quella devastazione, le comunità abbiano saputo rinascere e fortificarsi, ricostruendo non solo case e infrastrutture, ma anche un tessuto sociale e spirituale profondamente provato.
«Non dimentichiamo il dolore, i sacrifici e la volontà dei nostri avi», ha ricordato il primo cittadino, richiamando l’esempio di chi, con coraggio e determinazione, ha saputo restituire dignità e futuro a un territorio duramente colpito.
La commemorazione del terremoto del 1915 non è soltanto un momento di raccoglimento, ma anche un’occasione per riflettere sull’importanza della memoria storica, della prevenzione e della consapevolezza del rischio sismico, affinché tragedie di tale portata non vengano mai dimenticate e rappresentino un monito per le generazioni future.