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Il giorno che cambiò la storia, Avezzano ricorda le vittime del terremoto del 1915

Avezzano. Il giorno che cambiò la storia di Avezzano e una città che risorse dal silenzio e dalle macerie: 111 anni dal devastante terremoto della Marsica.

Avezzano ricorda. Ma non si limita a farlo in silenzio. A 111 anni dal devastante terremoto del 13 gennaio 1915, la città sceglie una commemorazione che attraversa la memoria e guarda al futuro, trasformando il ricordo in esperienza collettiva, educazione civile e consapevolezza.

La cerimonia si snoda lungo luoghi simbolici e momenti carichi di significato, intrecciando passato, presente e nuove generazioni.

La giornata si apre alle 10 al Monumento Memorial del Salviano, con la cerimonia in memoria delle vittime del sisma del 1915.

Sul Monte Salviano, luogo di raccoglimento e identità, si ritrovano autorità civili e militari, rappresentanze religiose e associazioni d’arma combattentistiche. La commemorazione è accompagnata dalla presenza dell’Associazione Bandistica “Castelnuovo Città di Avezzano”, perché la memoria, anche nel dolore, trova voce nella musica.

Accanto al momento istituzionale, prende forma il progetto #Ancheiosonoterremoto, realizzato in collaborazione con il quotidiano Il Centro. Protagonisti sono gli studenti delle scuole superiori, chiamati a riflettere sul significato contemporaneo della parola “terremoto”. Ne nascono quattro pagine speciali che affrontano il tema attraverso la dimensione emotiva e sociale, il rapporto con le radici, le nuove sfumature nell’era digitale e dell’intelligenza artificiale. Un modo per consegnare la memoria ai giovani, rendendola viva e attuale.

Alle 11 in piazza San Bartolomeo, la commemorazione diventa esperienza. “Luogo di memoria e di futuro” è la seconda tappa del progetto “Avezzano che fu”, realizzato con il Rotary Club di Avezzano. Grazie alla realtà aumentata, cittadini e visitatori possono osservare la piazza com’era prima del sisma del 1915, semplicemente attraverso lo smartphone. Un ponte tra ciò che è stato e ciò che resta, tra assenza e presenza.

Alle 11.30 al castello Orsini, spazio alla creatività e allo sguardo dei più piccoli. Si svolge il concorso di idee #Ancheiosonoterremoto, che coinvolge gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Racconti e idee sui luoghi della storia cittadina e sul significato attuale di “terremoto”: dalla protezione civile all’isolamento sociale, dalla ricostruzione alla memoria della città pre-sisma, fino al concetto di resilienza. Perché educare alla memoria significa educare alla responsabilità.

Sempre alle 11.30, nei giardini del castello Orsini, in collaborazione con la Protezione civile regionale, viene allestita l’esposizione dei mezzi operativi d’emergenza, la colonna mobile e un momento di sensibilizzazione sul soccorso come esperienza condivisa. Un’occasione per comprendere come la prevenzione, la preparazione e la solidarietà siano elementi fondamentali nella ricostruzione dell’identità delle comunità colpite.