ROMA – Un risultato che parla di eccellenza, dedizione e sanità pubblica che funziona. Proprio nella notte di Capodanno, mentre il nuovo anno prendeva il via, la UOC di Chirurgia Generale e dei Trapianti d’Organo del San Camillo Forlanini, diretta dal professor Giuseppe Maria Ettorre, insieme al POIT – Polo Interaziendale Trapianti, anch’esso sotto la sua guida, ha raggiunto l’importante traguardo di 105 trapianti.
Un numero che rappresenta molto più di una statistica: è il frutto di un lavoro continuo, che non conosce pause né festività, portato avanti da professionisti altamente qualificati animati da un forte senso di responsabilità e da una collaborazione costante tra reparti e strutture sanitarie. Anche in uno dei momenti più simbolici dell’anno, come il passaggio al nuovo anno, l’impegno verso i pazienti non si è fermato.
Il San Camillo Forlanini celebra così un risultato che conferma il valore della sanità pubblica e la centralità di un sistema capace di rispondere con competenza e umanità alle esigenze più complesse. Dietro ogni trapianto ci sono ore di lavoro, decisioni delicate, organizzazione e una rete di professionalità che opera in perfetta sinergia.
Ma ogni trapianto ha anche un’origine fondamentale: la scelta della donazione. Il consenso alla donazione di organi rappresenta il primo, indispensabile gesto che rende possibile il trapianto e offre una nuova possibilità di vita a chi è in attesa.
Il traguardo dei 105 trapianti diventa così non solo motivo di orgoglio per l’intera comunità ospedaliera, ma anche un messaggio di sensibilizzazione e speranza, che richiama l’importanza della solidarietà e della consapevolezza civile nel sostenere una delle più alte espressioni della medicina moderna.