Esplosione a Centocelle: sei mesi dopo, gli agenti feriti ancora in cura con tecnologie all’avanguardia
ROMA – Era il 4 luglio scorso quando via dei Gordiani, a Centocelle, fu sconvolta da un’esplosione in un distributore di benzina. Un boato fortissimo seguito da un incendio che causò un morto e decine di feriti. Tra le persone coinvolte c’erano anche due agenti della Polizia di Stato, l’agente scelto Francesco D’Onofrio e l’ispettore Marco Neri, che riportarono gravi ustioni in varie parti del corpo.
Oggi, a sei mesi di distanza, i due agenti sono ancora in cura presso il Policlinico di Roma, seguiti da una squadra d’eccellenza guidata dal Professor Giovanni Pellacani, Direttore della UOC di Dermatologia. In particolare, il percorso terapeutico è coordinato dal Professor Steven Paul Nisticò, specialista in laserterapia e Direttore della Scuola di Dermatologia dell’Università La Sapienza, insieme al Professor Giovanni Cannarozzo, esperto in tecniche di rigenerazione cutanea.
“Nel trattamento delle loro cicatrici,” spiega Nisticò, “utilizziamo macchinari all’avanguardia che sbrigliano le cicatrici fibrotiche e ripristinano gradualmente l’elasticità fisiologica del tessuto, permettendo così il recupero della funzionalità degli arti e la capacità di muovere le mani.” I dispositivi impiegati sono realizzati dall’azienda italiana DEKA e rappresentano oggi un vero punto di riferimento nella tecnologia laser al servizio della medicina.
A testimoniare vicinanza e sostegno, il questore di Roma, Roberto Massucci, accompagnato da Fabrizio d’Alba, Direttore Generale del Policlinico, ha voluto portare personalmente saluti e ringraziamenti agli agenti e all’equipe medica.
Sei mesi dopo quella drammatica esplosione, la riabilitazione continua: un percorso lungo e complesso, ma reso possibile dalla combinazione di esperienza medica e innovazione tecnologica, a garanzia di un futuro in cui gli agenti possano recuperare la piena funzionalità e la qualità della vita.