Roma- Era estate. Un caldo assurdo. Sotto il sole cocente di via Tuscolana, insieme a mia sorella di 10 anni, andavamo e comprare un libro alla Mondadori. Avvicinandomi ad un secchione della spazzatura per buttare il resto di un pacchetto di sigarette ormai vuoto, il piagnucolio di un animale attirò la mia attenzione. In uno scatolone sul lato interno del secchione vidi un essere marroncino avvolto in un asciugamano completamente sporco. Non ci pensai nemmeno mezzo secondo. Presi in mano questo cagnolino e mi accorsi che era una femminuccia,piena di pulci e zecche. Istintivamente chiamai mia madre che si rifiutò categoricamente all’idea di portare un altro animale in casa, visto che già avevamo Lexa di 5 anni. Considerando poi che lei è ossessionata dalla pulizia e non volendo combattere costantemente contro i peli, alla mia richiesta di venirmi a prendere con la macchina mi rispose con un secco no. Non mi importò nulla e decisa a fare quello che sentivo , mi feci mezz’ora di camminata sotto il sole,in pieno luglio, insieme a mia sorella minore e Nala, l’ho chiamata così, per raggiungere casa. Quando mia madre mi aprì la porta si rassegnò e mi aiutò a lavare la nuova arrivata. Togliemmo insieme zecche e pulci e vidi con piacere che mia madre già si era ammorbidita e che l’avrebbe accettata. Non sapevo però che avesse chiamato già un’ambulanza veterinaria ma fui sorpresa e felice quando disse loro che l’avremmo adottata noi. Successivamente mi resi conto di quanto nulla è facile. Il veterinario mi spiegò che Lana aveva circa un mese quando la raccolsi da quel secchione. Aveva ancora un pezzo di cordone ombelicale attaccato ed il suo sistema interno era pieno di vermi. Dovemmo fare una cura di sverminamento lunga un mese. Non ho mai visto una cosa del genere. E’ stato difficile anche trovare un equilibrio nella convivenza con l’altra cagnolina, farle avvicinare.I primi giorni si evitavano, poi il ghiaccio si spezzò e le vidi convivere ed accrescere l’affetto tra loro. Ora sono come due sorelle.

Vivendo in una famiglia molto numerosa, ognuno era preso dai suoi problemi. A parer mio io ero l’unica a non averne, ero sempre pronta a defilarmi e non dare problemi. Purtroppo crebbe in me un male molto oscuro che mi portò anche all’autolesionismo ed al tentato suicidio. In questo periodo così tanto buio Nala, tra psicologi, neuropsichiatri e varie cure, ha ampiamente riempito quel deserto affettivo che vivevo nel mio interiore.
Un ricordo epico ma anche triste della mia storia con Nala fu quando la punse un’ape. In pochi secondi iniziò a gonfiarsi e diventò tutta rossa. Presa dalla paura la infilai in uno zaino e presi un monopattino, visto che non ho la patente, cercando attraverso google maps di arrivare al primo veterinario più vicino. Arrivata a destinazione mi resi conto che l’indirizzo era sbagliato e non avendo più corse disponibili nel monopattino, scoppiai in un pianto disperato perchè non sapevo come aiutarla. Mi resi conto solo in quell’istante che ero uscita in ciabatte, avevo un cane in mano che stentava a respirare ed ero inondata dalle lacrime. Si fermò una signora gentilissima che si offrì di aiutarmi accompagnandomi dal veterinario. Arrivammo così in tempo scongiurando il peggio. Fecero a Nala tutte le analisi, le diedero il cortisone e solo in seguito potei vedere che stava meglio.
Ora Nala sta per compiere due anni ed io sono veramente felice di averla con me. Anche quando mi sembrava che tutto andasse in pezzi ed ero avvolta completamente dal male, Lana mi era accanto. Solo attraverso di Lei ho iniziato a capire che la vita può essere divertente anche per me.
Non scherzo affatto quando dico che è Lei ad aver salvato me.