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Prorogata a Villa Torlonia la mostra “Niki Berlinguer. La signora degli arazzi”

Visto il grande successo di pubblico, alla Casina delle Civette di Villa Torlonia viene prorogata fino al 25 gennaio 2026 la mostra “Niki Berlinguer. La signora degli arazzi” che espone una piccola e pregevole selezione di arazzi realizzati dalla celebre tessitrice e artista.

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è a cura di Claudio Crescentini, organizzata e ideata da “Il Cigno Arte” con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il catalogo in mostra è edito da “Il Cigno Arte”.

Conosciuta come “la grande signora italiana degli arazzi”, Niki Berlinguer – nome d’arte di Corinna Adelaide Augusta Fidelia (1905-1994) dopo il suo matrimonio con Mario Berlinguer nel 1950 –, ha lavorato con gli esponenti principali delle correnti artistiche italiane del secondo Dopoguerra, tra cui Umberto Mastroianni, Achille Perilli, Renato Guttuso, Piero Dorazio, Emilio Vedova e Corrado Cagli. Attraverso il suo lavoro, Niki Berlinguer ha reinterpretato le opere di grandi maestri come Hans Hartung, Paul Klee, Vincent van Gogh e molti altri, fornendo con l’arte tessile nuove dimensioni linguistiche e cromatiche, all’insegna della fusione tra tradizione e innovazione, pioniera nel tradurre la pittura in narrazioni tessili, unendo l’antica tecnica del piccolo punto con influenze contemporanee.

Tra gli arazzi in mostra se ne potranno ammirare alcuni ispirati alle opere di noti artisti come, ad esempio: l’“Aranceto, da Renato Guttuso”, “Hammamet, da Paul Klee” e Dai Cinque Monti, tratto da Emilio Vedova.

Il percorso espositivo è arricchito, inoltre, dall’ultima video-intervista dell’artista del gennaio 1994, regia di Maura Cosenza e riprese video di Gianni De Santis, trasmessa in mostra grazie alla collaborazione con il Centro Internazionale Antinoo per l’Arte – Centro Documentazione Marguerite Yourcenar.

L’esposizione è una straordinaria occasione per riscoprire la produzione di Niki Berlinguer, sparsa in mille rivoli, in varie mostre personali e collettive per oltre quarant’anni, dal 1952 fino al 1994, anno della sua scomparsa.