Capodanno dal sapore pienamente invernale sull’Appennino centrale, dove il nuovo anno si è aperto sotto il segno del gelo. Sul massiccio del Gran Sasso, nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, le temperature sono scese fino a -25 gradi, regalando uno scenario tipicamente artico fatto di vento gelido, neve compatta e condizioni estreme in quota.
Il crollo termico è stato favorito da un’irruzione di aria fredda di origine continentale, che ha interessato gran parte dell’Italia centrale, trovando però il suo massimo effetto alle alte quote. Sul Gran Sasso il gelo si è fatto sentire soprattutto nelle aree più esposte e nei fondovalle montani, dove l’assenza di nuvole e la scarsa ventilazione notturna hanno accentuato la dispersione del calore.
Temperature ben al di sotto dello zero si sono registrate anche nei centri montani dell’Abruzzo, mentre nelle zone collinari e costiere il freddo è rimasto più contenuto, pur facendo segnare valori minimi rigidi per il periodo. Il brusco abbassamento termico ha trasformato la notte di San Silvestro in una delle più fredde degli ultimi anni sul massiccio appenninico.
Le condizioni estreme hanno imposto particolare attenzione agli escursionisti e agli operatori della montagna. Le autorità e il Soccorso Alpino hanno rinnovato l’invito alla prudenza, ricordando che temperature così basse aumentano in modo significativo il rischio di ipotermia, congelamento e difficoltà nei soccorsi.
Il Capodanno “artico” del Gran Sasso segna l’avvio di un nuovo anno all’insegna del vero inverno, confermando come l’alta quota possa trasformarsi, in poche ore, in un ambiente severo e spettacolare, dove la natura impone rispetto e preparazione.