Undici anni senza Edo, ma la sua luce continua a vivere: Carsoli ricorda il sorriso che diventò solidarietà
CARSOLI – Ci sono date che il tempo non riesce ad allontanare. Tornano ogni anno con la stessa forza, riportando alla memoria immagini, parole, sorrisi e quel senso di incredulità che neppure il trascorrere degli anni riesce completamente a cancellare. Era il 22 agosto 2015 quando venne a mancare Edoardo Marcangeli, “Edo” per tutti. Aveva appena 12 anni. Oggi, undici anni dopo, il suo nome continua però a essere pronunciato ogni giorno e, soprattutto, continua a tradursi in gesti concreti di amore verso altri bambini e le loro famiglie.
Quell’agosto di undici anni fa la festa a Carsoli si fermò. La comunità sospese le celebrazioni per stringersi intorno alla famiglia Marcangeli e partecipare a un lutto che non poteva essere soltanto privato. Perché quando se ne va un bambino, un paese intero avverte qualcosa che improvvisamente cambia.
Edo aveva affrontato una malattia inesorabile con un coraggio, una dignità e una consapevolezza difficili persino da raccontare. A ricordarlo oggi non sono soltanto coloro che lo hanno conosciuto: è la stessa storia dell’associazione nata nel suo nome a descrivere un bambino che, durante i lunghi ricoveri, riusciva a preoccuparsi anche della sofferenza degli altri piccoli pazienti e delle difficoltà affrontate dai loro genitori.
Che cosa sarebbe diventato Edo oggi? È una delle domande alle quali la vita non ha consentito di dare risposta. Avrebbe avuto 23 anni. Avrebbe avuto davanti studi, progetti, amicizie, sogni, forse un lavoro e una strada tutta da costruire. Tutto questo resta inevitabilmente sospeso nel mistero di una vita interrotta troppo presto.
Ma c’è qualcosa che invece sappiamo.
Edo continua ad esserci attraverso ciò che è nato dopo di lui.
Il 10 ottobre 2015, meno di due mesi dopo la sua scomparsa, venne legalmente costituita a Carsoli l’Associazione Edoardo Marcangeli, nata per dare seguito a quello che la famiglia definisce lo stile di vita di Edoardo: «donare e donarsi». Tra i fondatori Adelfo Marcangeli, Cinzia Cipriani, Maura Marcangeli, Elisa Napoleoni, Roberta Colantoni e Antonio Cimei.
Da quel dolore è cominciato un percorso straordinario.
L’associazione opera per la ricerca, la cura e l’assistenza dei bambini affetti da leucemie e tumori e delle loro famiglie, collaborando in particolare con il reparto di Oncoematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Tra le attività figurano sostegno sociale e psicologico, iniziative per la ricerca, attività ricreative e scolastiche per i bambini ricoverati e progetti destinati a migliorare la loro accoglienza.
E poi ci sono le case.
Il 25 ottobre 2017 venne inaugurata “A Casa di Edo”, a pochi passi dal Bambino Gesù del Gianicolo. Tre camere con bagno, cucina, spazi comuni e ambienti pensati per offrire gratuitamente accoglienza ai piccoli pazienti e alle famiglie maggiormente in difficoltà durante il percorso di cura. Un progetto realizzato insieme all’associazione e riconosciuto dallo stesso Ospedale Pediatrico Bambino Gesù come importante strumento di accoglienza.
Nell’aprile di quest’anno è arrivato un altro traguardo: “A Casa di Edo 2”. Oggi sono due gli appartamenti in via della Stazione San Pietro, vicinissimi all’ospedale, destinati ad accogliere bambini e famiglie.
Quante storie sono passate tra quelle mura.
Storie di paura e di speranza. Bambini arrivati da lontano, genitori improvvisamente catapultati in un mondo fatto di diagnosi, terapie, esami e attese. Alcune storie hanno avuto il lieto fine che tutti aspettavano. Altre, purtroppo, hanno conosciuto il dolore più grande.
Ma tutte hanno trovato una porta aperta.
Ed è forse qui che la memoria di Edo assume il significato più profondo. Il suo nome non è rimasto soltanto scritto su una targa: è diventato una casa nella quale qualcuno può dormire quando il proprio bambino è ricoverato. È diventato assistenza, ascolto, gioco, ricerca, solidarietà.
Adelfo, Cinzia, Maura e tutte le persone che negli anni hanno costruito e sostenuto questo percorso hanno trasformato una ferita impossibile da rimarginare in una presenza concreta accanto agli altri.
Edo, in fondo, aveva indicato lui stesso quella strada. L’associazione conserva come simbolo del proprio progetto un suo disegno accompagnato da poche parole: «Te lo manda Edoardo».
Poi sono arrivate le tante iniziative.
Tra queste “EDOmaniSiGioca”, appuntamento che ogni anno riunisce al Centro Sportivo Le Sequoie di Carsoli associazioni, sport, spettacolo, musica, laboratori e solidarietà, raccogliendo fondi per sostenere le attività dell’associazione e il lavoro svolto al Bambino Gesù e nelle case di accoglienza.
E nel giugno scorso la storia di Edo e dell’associazione è arrivata anche sulla televisione nazionale, raccontata all’interno della rubrica Tg1 Dialogo. Un’altra occasione per far conoscere fuori da Carsoli ciò che è nato da quel piccolo nome.
La Messa in suffragio di Edo è stata celebrata lo scorso 20 agosto nella Chiesa Parrocchiale di Santa Vittoria. Oggi resta invece il momento del ricordo personale e collettivo.
Undici anni sono tanti, soprattutto se misurati nella vita di un ragazzo. Ma diventano improvvisamente pochi quando basta pronunciare un nome perché tutto torni vicino.
Per chi crede, poi, la distanza assume un significato diverso. C’è chi a Edo continua a rivolgere una preghiera, una richiesta, un pensiero nei momenti difficili. E nella dimensione intima della fede sono in tanti a sentire che Edo c’è, che in qualche modo ascolta e continua ad accompagnare.
Non possiamo sapere che cosa sarebbe diventato quel bambino di dodici anni.
Possiamo però vedere ciò che il suo passaggio sulla terra ha generato.
Due case aperte vicino a un ospedale. Famiglie accolte. Bambini aiutati. Ricerca sostenuta. Persone riunite nel nome della solidarietà.
Forse è questa la testimonianza più potente lasciata da Edoardo Marcangeli.
Undici anni fa, il 22 agosto 2015, Carsoli perse il sorriso di un bambino.
Quel sorriso, però, non si è spento. Ha semplicemente trovato altri modi per continuare a illuminare.
La nota dell’Associazione Edoardo Marcangeli Onlus :
“La vita, undici anni fa, ci ha tolto tutto. Non sei più qui ma continui a generare speranza e vita per altri bimbi che, come hai fatto tu, non si stancano di lottare. EDO, continua ad essere per loro luce e forza. Noi, stiamo cercando di fare del nostro meglio e, nonostante gli umani limiti e sempre più appesantiti dal dolore, proviamo a combattere le loro battaglie. Grazie per questo tuo speciale progetto……sei il centro intorno al quale tutto si muove”.