TRASACCO – Si è costituito nella notte il marito della donna di 45 anni trovata sabato pomeriggio in gravissime condizioni all’interno della propria abitazione, alla periferia di Trasacco. L’uomo, 52 anni, si era reso irreperibile subito dopo i fatti ed è attualmente al centro delle indagini sulla violenta aggressione che ha ridotto la moglie in fin di vita.
La donna si trova ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Avezzano, in coma farmacologico e con prognosi riservata. A causa delle gravissime lesioni riportate, tra le quali la frattura di quattro costole, i medici hanno dovuto sottoporla a un delicato intervento chirurgico per l’asportazione della milza.
A compiere la drammatica scoperta, tra le 14.30 e le 15 di sabato 12 settembre, sarebbe stato il figlio quattordicenne della coppia. Rientrato nell’abitazione, il ragazzo avrebbe trovato la madre a terra, gravemente ferita e con un’ingente perdita di sangue, chiedendo immediatamente aiuto ai familiari. La 45enne sarebbe stata quindi accompagnata all’ospedale di Avezzano da un parente.
Una volta giunta nel presidio sanitario, la gravità delle sue condizioni è apparsa subito evidente. I medici hanno riscontrato lesioni compatibili con una violentissima aggressione, che sarebbe stata compiuta con ripetuti calci e pugni.
I genitori della donna si sono successivamente presentati alla Stazione dei Carabinieri di Trasacco per formalizzare la denuncia. L’attenzione degli investigatori si è concentrata fin dalle prime ore sul contesto familiare, mentre il marito risultava irreperibile.
Nella notte il 52enne, convinto dal proprio legale, ha deciso di mettersi a disposizione della giustizia. I Carabinieri stanno ora ricostruendo quanto accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento e cercando di chiarire le cause della brutale aggressione. Saranno esaminate le testimonianze dei familiari e tutti gli elementi raccolti nel corso delle indagini.
La posizione dell’uomo è al vaglio dell’Autorità giudiziaria. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del procedimento e vale il principio di presunzione d’innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva. Tutta la comunità resta intanto con il fiato sospeso per le condizioni della donna