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Tragedia di Pietralata, l’appello dei caregiver: «La politica intervenga, le famiglie non possono essere lasciate sole»

ROMA – La tragedia di Pietralata deve spingere la politica ad affrontare con urgenza e in maniera concreta la condizione dei caregiver familiari. È l’appello lanciato dall’associazione Caregiver familiari uniti dopo il ritrovamento, in un’abitazione di via dell’Antracite, dei corpi di Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e della loro figlia , di cinque anni e affetta da una grave disabilità.

I tre sono stati trovati senza vita insieme al cane di famiglia. Tutti presentavano ferite provocate da colpi di arma da fuoco. Nell’appartamento sono stati rinvenuti una pistola regolarmente detenuta e alcuni scritti ora al vaglio degli inquirenti. La Procura di Roma e i Carabinieri stanno svolgendo gli accertamenti necessari per ricostruire con precisione la dinamica e stabilire chi abbia sparato. Al momento l’ipotesi investigativa è quella di un duplice omicidio seguito da suicidio.

Davanti a un dramma che ha profondamente scosso la Capitale, l’associazione chiede al Parlamento di approvare una legge nazionale realmente capace di riconoscere e tutelare chi assiste quotidianamente un familiare con disabilità grave o non autosufficiente. Secondo Caregiver familiari uniti, troppo spesso i servizi esistono formalmente, ma nella vita di ogni giorno le persone restano sole ad affrontare un carico di cura continuo e logorante.

L’appello è rivolto anche alle amministrazioni locali, chiamate a prestare maggiore attenzione ai bisogni delle famiglie e a creare reti di assistenza in grado di intercettare il disagio prima che la sofferenza diventi disperazione. L’associazione ricorda inoltre che il Lazio dispone già di una legge regionale dedicata ai caregiver familiari e dovrebbe quindi garantire sostegni e tutele ulteriori.

Lo scorso 18 giugno Roma Capitale ha approvato una mozione che impegna l’amministrazione a valorizzare e sostenere il lavoro svolto dai caregiver, spesso gravati da un’assistenza continuativa nell’arco delle 24 ore. La tragedia di Pietralata, tuttavia, pone nuovamente al centro la distanza che può esistere tra il riconoscimento formale dei bisogni e la presenza di un aiuto realmente percepito dalle famiglie.

Il disegno di legge nazionale sul riconoscimento e la tutela del caregiver familiare è ancora all’esame della Commissione Affari sociali della Camera. La ripresa dei lavori è prevista per il 9 settembre, ma dalle associazioni arriva la richiesta di accelerare l’iter e rafforzare non soltanto gli aiuti economici, ma anche l’integrazione tra servizi sociali, sanitari e assistenziali.

La famiglia di Pietralata risultava seguita dai servizi sociali e non viveva in una condizione di marginalità. Proprio questo elemento rende la vicenda ancora più dolorosa e impone una riflessione più ampia: essere formalmente presi in carico non sempre significa sentirsi sostenuti davanti alla complessità della disabilità e alla paura del futuro.

La cura non può diventare una responsabilità esclusiva e totalizzante della famiglia. Servono assistenza continuativa, ascolto precoce, sollievo, accompagnamento psicologico e una rete territoriale realmente accessibile. È questo il messaggio che le associazioni affidano alle istituzioni, affinché il dolore di Pietralata non venga archiviato come un fatto isolato, ma diventi l’occasione per costruire risposte concrete.