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Tivoli, brutale aggressione nella movida: due gli arresti

TIVOLI – A distanza di mesi da una violenta aggressione avvenuta nel centro cittadino, i Carabinieri della Stazione di Tivoli hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di due giovani, ritenuti gravemente indiziati di aver partecipato al pestaggio di due uomini durante una serata della movida tiburtina.

Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Tivoli su richiesta della Procura della Repubblica, dispone per un ventenne con precedenti e per un diciottenne incensurato l’obbligo di dimora nel comune di residenza e il divieto di lasciare la propria abitazione nelle ore serali e notturne. Un terzo giovane, ventitreenne e incensurato, è stato invece denunciato in stato di libertà.

L’inchiesta riguarda una grave aggressione avvenuta nella notte di Ognissanti del novembre scorso in piazza Santa Croce, uno dei principali punti di ritrovo della movida locale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, due uomini di 36 e 34 anni sarebbero stati accerchiati e brutalmente picchiati da un gruppo di ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni al termine di una discussione nata per motivi ritenuti futili. Le vittime riportarono fratture e traumi al volto che resero necessario l’intervento dei sanitari.

Le indagini dei Carabinieri sono partite immediatamente dopo i fatti e si sono sviluppate attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e la raccolta delle testimonianze dei presenti. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’episodio e di identificare quelli che gli investigatori ritengono essere i principali responsabili dell’aggressione.

L’operazione rappresenta un ulteriore intervento delle forze dell’ordine nel contrasto agli episodi di violenza urbana e nelle aree maggiormente frequentate dai giovani durante le ore serali.

Come precisato dalla Procura della Repubblica di Tivoli, gli indagati devono essere considerati presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto dei principi costituzionali e delle garanzie previste dall’ordinamento.