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Tesori nascosti a Colli di Monte Bove: tra la Grotta di Sant’Angelo e la leggendaria spada di Orlando

COLLI DI MONTE BOVE – Un viaggio tra storia, fede, mistero e natura nel cuore dell’Abruzzo più autentico. A Colli di Monte Bove, piccolo borgo immerso nei monti Carseolani, esistono luoghi che sembrano usciti da un racconto medievale: la suggestiva Grotta di Sant’Angelo, conosciuta anche come “Sant’Agno”, e la leggendaria “Vardullana”, la spada che secondo antiche tradizioni sarebbe appartenuta a Orlando Furioso.

Percorsi oggi aperti e percorribili da tutti, ideali per escursionisti, famiglie e appassionati di turismo lento che vogliono riscoprire uno dei patrimoni meno conosciuti ma più affascinanti dell’entroterra abruzzese.

La Grotta di Sant’Angelo rappresenta uno dei luoghi più suggestivi del territorio carseolano. Situata a meno di mezz’ora di cammino dal paese, è una cavità naturale trasformata nei secoli in eremo rupestre e luogo di culto dedicato a San Michele Arcangelo. Al suo interno custodisce preziosi affreschi medievali di influenza bizantina risalenti al XIII secolo, con raffigurazioni della Madonna del Latte, del Cristo Pantocratore e di diversi santi venerati dalla popolazione locale.

Il percorso per raggiungerla parte nei pressi del cimitero del borgo ed è considerato semplice e accessibile, tra sterrate, sentieri nel bosco e scorci panoramici sui monti circostanti. Un itinerario immerso nel silenzio della natura che negli ultimi anni sta attirando sempre più visitatori e camminatori.

Ma Colli di Monte Bove custodisce anche una delle leggende più affascinanti della tradizione cavalleresca. Secondo alcune fonti storiche e racconti popolari, proprio in questo territorio sarebbe stata ritrovata nel XIV secolo la “Durlindana”, chiamata localmente “Vardullana”, la celebre spada del paladino Orlando. La leggenda narra che Orlando avrebbe spaccato una grande roccia con la sua arma, dando origine al nome del vicino monte Guardia d’Orlando.

Tra storia e mito, il borgo marsicano continua così a raccontare antiche tradizioni che si intrecciano con il paesaggio e con la memoria collettiva del territorio. Non a caso sempre più associazioni e realtà locali stanno valorizzando sentieri, itinerari naturalistici e percorsi religiosi per promuovere un turismo sostenibile e accessibile.

Oltre alla Grotta di Sant’Angelo, l’area offre infatti numerosi itinerari escursionistici tra boschi, falesie, antichi tratturi e punti panoramici, in un contesto naturale ancora incontaminato e ricco di fascino.

Colli di Monte Bove si conferma così uno scrigno nascosto dell’Abruzzo interno, dove fede, leggenda e natura convivono in perfetta armonia, regalando ai visitatori esperienze autentiche e fuori dai circuiti del turismo di massa.