Tecnologia ed uso responsabile, apprezzato incontro in Fondazione Olitec con il T. Col. Paola La Salvia
A Collalto Sabino la presentazione di I malacarni ha aperto un confronto sulle mafie globali e sul contributo dei giovani alla cultura della legalità
COLLALTO SABINO – Quali conseguenze può produrre una tecnologia nelle mani di chi la utilizza? È attorno a questa domanda che ha preso forma l’incontro del 19 settembre tra il Tenente Colonnello Paola la Salvia, della Guardia di Finanza, e i cadetti della Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca a Collalto Sabino. La presentazione del suo libro I malacarni. Come la mafia è diventata globale ha portato dentro il percorso dei ragazzi una riflessione sulle responsabilità che accompagnano la conoscenza scientifica e la capacità di costruire strumenti digitali.
Rivolgendosi a giovani che studiano bioinformatica, realtà immersiva e intelligenza artificiale, il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha collegato il racconto della criminalità organizzata alle competenze che stanno acquisendo. Il punto di partenza è stato concreto: le possibilità offerte dall’innovazione possono essere sfruttate anche per commettere reati.
La lezione ha insistito sul ruolo del giudizio umano. Il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha invitato i cadetti ad accompagnare la preparazione tecnica con un’etica professionale capace di orientare le decisioni. L’efficacia di una soluzione informatica acquista un significato preciso quando viene messa in relazione con la libertà delle persone, la sicurezza e il bene comune.
Il volume ha fornito la prospettiva storica entro cui collocare questa riflessione. Nel presentarlo, il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha richiamato le origini delle mafie, le caratteristiche delle diverse organizzazioni e la loro espansione oltre i territori di provenienza. Ha descritto il passaggio verso forme di presenza sempre più intrecciate con l’economia e con la circolazione internazionale dei capitali. Ai ragazzi è stato proposto di approfondire queste trasformazioni attraverso la lettura, per comprendere un fenomeno che cambia strumenti e modalità di azione.
Su questo terreno si è sviluppato il confronto con i partecipanti. Le domande hanno riguardato l’impiego dell’intelligenza artificiale, il riciclaggio attraverso i circuiti finanziari e le criptovalute, i rapporti di complicità che possono favorire le infiltrazioni. Il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha sollecitato un’attenzione ai segnali meno evidenti della presenza criminale, spiegando perché la diminuzione della violenza visibile non basti, da sola, a descrivere la forza o la debolezza di un’organizzazione mafiosa.
Il richiamo alla prevenzione ha dato alla lezione un risvolto vicino al futuro professionale dei cadetti. Il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha indicato possibili ambiti nei quali competenze digitali elevate possono offrire un contributo, dal riconoscimento di una frode all’individuazione di flussi anomali di criptovalute. Il suo invito è stato a coltivare curiosità e capacità di analisi, comprendendo come gli strumenti che i ragazzi imparano a usare possano diventare utili a chi tutela la legalità.
Una parte del dialogo ha riguardato la capacità della criminalità di attirare consenso tra i giovani. Il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha parlato dei contenuti diffusi sui social che presentano denaro, oggetti costosi e ostentazione come misure del successo personale. Ha richiamato l’attenzione sulla vulnerabilità dei contesti in cui le opportunità sono scarse e queste rappresentazioni possono esercitare una forte attrazione. L’educazione e la possibilità di immaginare un percorso diverso assumono, in questa lettura, un ruolo concreto nel contrasto alla cultura mafiosa.
Le domande sullo sfruttamento del lavoro e sulle difficoltà economiche hanno consentito di affrontare anche la dimensione sociale del fenomeno. Nel corso dell’incontro è emerso come la fragilità delle persone e delle imprese possa diventare un’occasione di pressione criminale. La discussione ha così collegato la tutela dell’economia legale alla dignità del lavoro e alla capacità delle comunità di offrire prospettive ai propri giovani.
Nel congedarsi dai ragazzi, il Tenente Colonnello Paola la Salvia ha espresso fiducia nelle loro possibilità e nel valore dell’innovazione guidata da una coscienza etica. Ha lasciato l’invito a continuare a conoscere e a studiare, mantenendo un atteggiamento positivo verso il futuro. La Fondazione Olitec le rivolge il proprio ringraziamento per una visita che ha offerto agli allievi l’occasione di misurarsi direttamente con l’esperienza di un’ufficiale della Guardia di Finanza e con il lavoro di approfondimento raccolto nel suo libro.