Mancano ancora molti giorni al maxi concerto-evento di Ultimo nella spianata di Tor Vergata a Roma, eppure per qualcuno lo spettacolo è già iniziato. Da oltre una settimana, un gruppo di ragazzi e ragazze ha piantato le tende sotto il sole cocente, sfidando temperature proibitive pur di accaparrarsi un posto in prima fila. Per organizzarsi, hanno persino istituito un sistema autogestito di braccialetti numerati per stabilire le priorità d’ingresso.
Mettiamo subito in chiaro la realtà, senza girarci intorno: campeggiare e bivaccare in quell’area prima dell’apertura ufficiale dei cancelli non è regolamentari ed è vietato.
Non a caso, lo stesso staff dell’artista e l’organizzazione dell’evento sono intervenuti pubblicamente chiedendo ai fan di non mettersi in fila con un anticipo così smisurato. Affrontare le temperature di questi giorni in mezzo a una spianata, senza servizi strutturati e sotto il sole diretto, è un rischio enorme per l’incolumità fisica. Ma oltre alla salute, c’è un problema di equità.
L’idea dei braccialetti distribuiti tra i ragazzi per “segnare l’ordine di arrivo nei giorni precedenti” è un codice interno che non ha alcun valore per la sicurezza o per l’organizzazione ufficiale.
Ogni singola persona che ha acquistato un regolare biglietto ha l’identico diritto di accedere all’area secondo l’ordine di arrivo del giorno stesso dell’evento. Nessuna fila parallela, inventata e autogestita, può scavalcare le regole ufficiali d’ingresso.
Pensare che la passione dia il diritto di creare regole proprie significa danneggiare le migliaia di altri spettatori che arriveranno il giorno del live rispettando i tempi indicati.
È qui che il ruolo degli addetti alla sicurezza e degli organizzatori diventa fondamentale. Rivolgersi a loro non significa chiedere una “punizione” per i giovani in tenda, ma pretendere la tutela di tutti gli acquirenti.
Chi gestisce l’ordine pubblico e i varchi d’accesso ha il dovere di disinnescare sul nascere queste dinamiche, applicando rigorosamente i regolamenti ufficiali:
Annullare la validità dei braccialetti: All’apertura dei cancelli, l’unico criterio valido deve essere la fila ufficiale della giornata. I braccialetti della discordia vanno considerati per quello che sono: pezzi di plastica senza alcun valore legale.
Evitare tensioni e caos ai controlli: Tollerare che un gruppo di persone faccia valere una priorità inventata sul momento rischia di creare pesanti tensioni con chi ha scelto civilmente di arrivare poche ore prima del live, rispettando le ordinanze.
Il rispetto del prossimo e delle regole comuni è il primo vero modo per onorare la musica. Godersi lo spettacolo in modo equo è un diritto di tutti, e la magia della transenna non dovrebbe mai valere più della sicurezza, della legalità e del rispetto reciproco.