San Lorenzo a Tivoli, il vescovo: «Nessuno sia invisibile, la carità diventi il respiro della comunità»
TIVOLI – «Essere una Chiesa nella quale ogni persona possa sentirsi accolta, una Chiesa nella quale nessuno sia invisibile». È uno dei passaggi più intensi del messaggio pronunciato dal vescovo di Tivoli e di Palestrina, monsignor Mauro Parmeggiani, ieri, lunedì 10 agosto, durante la Santa Messa celebrata nella Basilica Cattedrale in occasione della solennità di San Lorenzo Diacono e Martire, patrono di Tivoli.
Una celebrazione profondamente legata alla tradizione religiosa della città, ma che il Vescovo ha voluto trasformare anche in un momento di riflessione sulle fragilità del presente e sulle responsabilità della comunità cristiana.
Lo sguardo di monsignor Parmeggiani si è rivolto infatti alla Tivoli di oggi, alle sue bellezze ma anche alle difficoltà che attraversano una parte dei suoi cittadini.
«Guardando alla nostra città, alle sue bellezze e alle sue fatiche, alle famiglie provate, ai giovani in ricerca, agli anziani spesso soli, alle nuove povertà materiali e spirituali, comprendiamo che la testimonianza di San Lorenzo non appartiene al passato», ha affermato il Vescovo.
Parole che riportano il messaggio del Santo direttamente nella quotidianità.
San Lorenzo non viene così ricordato soltanto come figura della storia cristiana e martire della Chiesa, ma come riferimento capace di interrogare ancora oggi una comunità alle prese con solitudini, difficoltà economiche e nuove forme di disagio.
Per Parmeggiani, quella testimonianza deve diventare un vero e proprio «programma pastorale».
L’obiettivo indicato è quello di costruire una Chiesa capace di accogliere ogni persona, nella quale nessuno possa sentirsi dimenticato o escluso e dove la dimensione religiosa trovi una traduzione concreta nella vita di tutti i giorni.
«Una Chiesa nella quale l’Eucaristia celebrata diventi fraternità vissuta. Una Chiesa nella quale la carità non sia un settore della pastorale, ma il respiro di tutta la comunità», ha sottolineato il Vescovo.
Un richiamo particolarmente significativo nel giorno dedicato a San Lorenzo, la cui figura è profondamente legata proprio al servizio e all’attenzione verso i poveri.
La festa patronale diventa così non soltanto memoria e tradizione, ma occasione per guardare alla città e alle persone che rischiano di rimanere ai margini.
Famiglie provate, giovani alla ricerca del proprio futuro, anziani che affrontano la solitudine e persone interessate dalle nuove povertà materiali e spirituali: sono queste alcune delle realtà richiamate dal Vescovo nell’indicare le priorità sulle quali una comunità cristiana è chiamata a interrogarsi.
Il messaggio pronunciato nella Cattedrale di San Lorenzo ha accompagnato una delle giornate religiose più importanti dell’anno per Tivoli.
E proprio nel giorno in cui la città si è raccolta intorno al proprio Patrono, monsignor Parmeggiani ha indicato una direzione che parte dalla fede ma guarda direttamente alla società: fare in modo che nessuno diventi invisibile e trasformare la carità in una responsabilità condivisa dall’intera comunità.