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Rotta sul Mondiale: quali altre nazioni affonderà la nave norvegese?

Un fallimento storico, di quelli che lasciano il segno per generazioni. Il Brasile è fuori dal Mondiale già agli ottavi di finale, un’eliminazione precoce che da quelle parti non si registrava addirittura dal 15 luglio 1990, quando a Torino i verdeoro furono cacciati dall’Argentina di Maradona. Trentasei anni dopo, il dramma si consuma contro la Norvegia, che si conferma la vera bestia nera e la squadra più temuta del torneo.

Gli scandinavi non sono più una sorpresa, ma una solida candidata al titolo. Certo, hanno tra le proprie fila uno dei giocatori più forti del pianeta, in grado di spostare gli equilibri da solo, ma ridurli a un singolo sarebbe ingeneroso. È il collettivo a spaventare. Contro i maestri del calcio è salito in cattedra anche il loro portiere, autore di interventi prodigiosi nei novanta minuti e monumentale nel parare il primo rigore della partita.

Per Carlo Ancelotti è una doccia gelata, forse la più fredda della carriera. In Brasile la tempesta si è scatenata nel giro di pochi minuti: i media e i tifosi sono già sul piede di guerra, accusando il tecnico italiano di non aver saputo gestire una Seleção stracolma di talento e stelle internazionali.

D’altronde, la palla è rotonda e il calcio non fa sconti ai favoriti. Chissà che, alla fine di questa pazza spedizione, i giganti del Nord non possano davvero ballare la loro “Viking Row” sul tetto del mondo.