ROMA – Facciate appena restaurate che nel giro di pochi giorni vengono imbrattate da scritte, tag e graffiti. È una situazione che continua a suscitare proteste in diversi quartieri della Capitale, dove il fenomeno del vandalismo urbano sembra non conoscere battute d’arresto nonostante gli interventi di pulizia e le misure di controllo adottate da condomini e amministrazioni.
A essere maggiormente colpiti sono soprattutto gli edifici recentemente riqualificati, spesso oggetto di importanti lavori di ristrutturazione che comportano investimenti significativi da parte dei proprietari. In molti casi le scritte compaiono proprio sulle superfici appena tinteggiate, cancellando in poche ore il risultato di interventi costati migliaia di euro.
A rendere ancora più evidente il carattere provocatorio del fenomeno è un dettaglio che residenti e amministratori segnalano con crescente frequenza: le tag vengono spesso realizzate in prossimità dei cartelli che vietano affissioni e imbrattamenti. Un gesto interpretato come una sfida aperta alle regole e al decoro urbano, oltre che ai cittadini che si fanno carico della manutenzione degli immobili.
La cancellazione delle scritte rappresenta un ulteriore problema. Gli interventi di pulizia e ripristino risultano infatti particolarmente onerosi, soprattutto quando riguardano superfici storiche, rivestimenti speciali o facciate appena restaurate. Nonostante le spese sostenute, però, il fenomeno tende a ripresentarsi ciclicamente, spesso sugli stessi edifici già ripuliti.
Per cercare di contrastare il vandalismo, diversi condomini hanno deciso negli ultimi anni di installare sistemi di videosorveglianza. Una soluzione che, tuttavia, si è rivelata efficace solo in parte. Gli autori degli imbrattamenti agiscono generalmente durante le ore notturne, con il volto coperto e adottando accorgimenti che rendono estremamente difficile l’identificazione anche attraverso le immagini registrate.
La conseguenza è una diffusa sensazione di impunità che alimenta il malcontento dei residenti. Molti cittadini lamentano infatti una carenza di controlli e chiedono interventi più incisivi per contrastare un fenomeno che non rappresenta soltanto un danno economico, ma anche un problema di decoro urbano e qualità della vita.
Il dibattito resta aperto tra chi considera alcune forme di street art un’espressione artistica e chi distingue nettamente tra opere autorizzate e semplici atti vandalici. Nel frattempo, sulle facciate dei palazzi romani continuano ad apparire nuove scritte, mentre proprietari e amministratori si trovano costretti a sostenere costi sempre maggiori per tentare di preservare l’immagine e l’integrità degli edifici.
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