Roma, torna l’acqua nel “Lago del Fucino” di Villa Torlonia: il piccolo specchio che racconta la grande impresa in Abruzzo
ROMA – È tornato a vivere il laghetto del Fucino di Villa Torlonia, il particolare specchio d’acqua realizzato da Alessandro Torlonia intorno al 1878 per ricordare la grande opera di prosciugamento del Lago del Fucino, in Abruzzo. Dopo circa due mesi di lavori, l’invaso è stato nuovamente riattivato, restituendo al parco romano uno dei suoi elementi più curiosi e ricchi di significato storico.
Non si tratta infatti di un semplice laghetto ornamentale.
La sua forma riproduce quella dell’antico Lago del Fucino, che per secoli occupò una vasta parte dell’attuale territorio della Marsica, in provincia dell’Aquila. Persino le differenti profondità dell’invaso di Villa Torlonia furono concepite in maniera proporzionale rispetto a quelle del lago originario.
Una sorta di Fucino in miniatura, dunque, realizzato nel cuore di Roma come memoria permanente di quella che rappresentò una delle più importanti e complesse opere idrauliche dell’Ottocento italiano.
Il laghetto venne fatto costruire da Alessandro Torlonia intorno al 1878, pochi anni dopo il completamento della grande impresa che portò al definitivo prosciugamento del bacino abruzzese.
Un intervento che trasformò radicalmente il territorio marsicano, facendo emergere migliaia di ettari di terreni successivamente destinati soprattutto all’agricoltura e modificando per sempre il paesaggio del Fucino.
A Villa Torlonia quella vicenda venne tradotta in un elemento paesaggistico capace di raccontarla attraverso l’acqua.
L’intervento appena concluso ha avuto una durata di circa due mesi ed è stato necessario per ripristinare la piena funzionalità dello specchio d’acqua.
I lavori hanno riguardato in particolare il recupero della tenuta stagna dell’invaso, attraverso il rifacimento dell’impermeabilizzazione.
Con la riattivazione dell’acqua viene così restituita piena leggibilità a un’opera che rappresenta contemporaneamente un elemento del paesaggio di Villa Torlonia e una testimonianza della storia ottocentesca della famiglia.
Il piccolo lago diventa inoltre una curiosa connessione geografica e storica tra Roma e l’Abruzzo.
Da una parte Villa Torlonia, lungo la via Nomentana; dall’altra la grande conca del Fucino, nel cuore della Marsica, dove oggi sorgono centri abitati e si estende una delle aree agricole più importanti dell’Abruzzo.
Il prosciugamento del Fucino rappresentò una sfida affrontata già nell’antichità. Anche i Romani avevano tentato di regolare le acque del grande lago attraverso imponenti opere idrauliche.
Fu però nell’Ottocento che il progetto arrivò alla sua definitiva realizzazione sotto Alessandro Torlonia, il cui nome rimase indissolubilmente legato alla trasformazione del territorio.
Il piccolo bacino di Villa Torlonia nacque proprio per celebrare quell’impresa.
E ancora oggi, quasi un secolo e mezzo dopo la sua realizzazione, continua a raccontarla.
Chi passeggia nel verde della villa romana può quindi osservare non soltanto uno specchio d’acqua ornamentale, ma la riproduzione in scala di un lago che non esiste più, almeno nella forma con la quale aveva caratterizzato per millenni il paesaggio della Marsica.
Con il completamento dei lavori e il ritorno dell’acqua, quel piccolo Fucino romano recupera ora tutta la sua suggestione.
Un angolo particolare di Villa Torlonia nel quale Roma custodisce, attraverso la forma di un laghetto, la memoria di una delle più grandi trasformazioni territoriali avvenute in Abruzzo.