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Roma celebra Diego Rivera: ai Musei Capitolini il grande racconto dell’arte moderna messicana

Un viaggio tra i colori, le tradizioni e le trasformazioni del Messico del Novecento approda nella suggestiva cornice dei Musei Capitolini – Villa Caffarelli. Roma si prepara ad accogliere dal 9 giugno al 13 dicembre 2026 la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”, un’importante retrospettiva dedicata al più celebre pittore e muralista messicano, figura chiave nella definizione dell’identità artistica e culturale del suo Paese.

Nato nel 1886 a Guanajuato e scomparso nel 1957 a Città del Messico, Diego Rivera fu tra i protagonisti assoluti del movimento muralista messicano, nato all’indomani della Rivoluzione del 1910. Dopo un lungo soggiorno in Europa, durante il quale entrò in contatto con le avanguardie artistiche e con il Cubismo, Rivera tornò in patria sviluppando un linguaggio personale capace di coniugare modernità, impegno sociale e valorizzazione delle radici messicane. I suoi monumentali murales, realizzati su edifici pubblici, raccontano la storia, il lavoro e le lotte del popolo messicano attraverso una pittura vigorosa, narrativa e fortemente simbolica.

L’esposizione romana ripercorre il contesto culturale che contribuì alla nascita dell’arte moderna messicana, mettendo in dialogo le opere di Rivera con quelle di alcuni dei più importanti protagonisti della scena artistica del Novecento. Accanto ai suoi lavori trovano spazio capolavori di Frida Kahlo, sua compagna di vita e artista tra le più influenti del secolo scorso, oltre a opere di José María Velasco, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros e María Izquierdo.

Il percorso espositivo si amplia ulteriormente grazie alla presenza di maestri come Rufino Tamayo, Roberto Montenegro, Manuel Rodríguez Lozano, Julio Ruiz, Dr. Atl e Saturnino Herrán, offrendo al pubblico una panoramica completa delle diverse anime dell’arte messicana tra tradizione, sperimentazione e ricerca identitaria.

Ad arricchire l’allestimento, concepito come un’esperienza immersiva e dinamica, sono presenti materiali audiovisivi e preziose testimonianze fotografiche. Tra queste spiccano gli scatti di Tina Modotti, fotografa e attivista italiana che immortalò Diego Rivera in alcuni momenti significativi della sua vita e della sua attività artistica.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra è realizzata in collaborazione con MetaMorfosi Eventi e il Museo Kaluz di Città del Messico, con il supporto di Zètema Progetto Cultura e il patrocinio dell’INBAL – Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura del Messico e dell’Ambasciata del Messico in Italia.

Un appuntamento di grande rilievo che offre l’occasione di riscoprire non solo il genio di Diego Rivera, ma anche il fervore creativo di un’intera stagione artistica che ha contribuito a definire il volto culturale del Messico contemporaneo.