Rocca di Botte alla 732ª Perdonanza Celestiniana: «Il perdono è coraggio e apre la strada alla pace»
ROCCA DI BOTTE – Anche il Comune di Rocca di Botte ha preso parte alla cerimonia di accensione del Tripode della Pace che ha aperto ufficialmente la 732ª Perdonanza Celestiniana dell’Aquila, uno dei momenti più solenni e simbolici dell’intero programma.
Su invito del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, Rocca di Botte è stata rappresentata dal sindaco Elvino Marzolini e dal consigliere comunale Federico Marzolini, capo gruppo di maggioranza presenti insieme a numerosi amministratori provenienti da diversi territori abruzzesi.
La cerimonia è stata caratterizzata dall’arrivo del Fuoco del Morrone, giunto al termine del lungo cammino partito dall’Eremo di Sant’Onofrio, e dalla successiva accensione del Tripode. Un gesto carico di significato, capace di legare la memoria storica della Perdonanza alle tensioni e alle difficoltà del presente.
Nel messaggio diffuso dall’Amministrazione comunale di Rocca di Botte viene sottolineata in particolare l’attualità del pensiero di Papa Celestino V. «Il perdono non è debolezza, ma coraggio; non significa dimenticare, ma scegliere di interrompere la catena dell’odio e aprire una strada nuova fondata sul dialogo, sulla riconciliazione e sulla pace».
Un richiamo che assume un valore ancora più forte in un tempo segnato da guerre, divisioni e contrapposizioni. La Perdonanza viene così indicata non soltanto come una delle più alte espressioni dell’identità abruzzese, ma come un patrimonio spirituale e culturale capace di parlare oltre i confini regionali.
La presenza di numerosi sindaci con la fascia tricolore ha inoltre restituito l’immagine di comunità diverse ma unite attorno agli stessi valori, rimarcando il ruolo che proprio i territori e le istituzioni locali possono avere nella costruzione quotidiana di una cultura fondata sul rispetto, sulla vicinanza e sulla convivenza.
«Rocca di Botte ha partecipato con orgoglio a questa importante cerimonia, condividendone pienamente i valori e portando idealmente con sé tutta la propria comunità», ha evidenziato l’Amministrazione comunale.
Il messaggio conclusivo è affidato proprio alla fiamma del Tripode, simbolo di una memoria che continua a rinnovarsi: «Che quella fiamma continui ad ardere non soltanto nel Tripode, ma nelle coscienze di ciascuno di noi. Perché oggi, forse più che mai, il mondo ha bisogno della forza del perdono».