Rocca Canterano, il borgo sospeso sui Monti Ruffi dove storia, natura e tradizioni sfidano il tempo
ROCCA CANTERANO – Arroccato a circa 750 metri di altitudine su un costone dei Monti Ruffi, Rocca Canterano è uno di quei piccoli borghi del Lazio nei quali il tempo sembra avere seguito un ritmo differente. Dall’alto domina la Valle dell’Aniene e conserva tra vicoli, scalinate e antiche costruzioni le tracce di una storia millenaria, immersa in uno scenario naturale che rappresenta ancora oggi uno dei suoi maggiori elementi di fascino.
È uno dei piccoli centri della provincia di Roma e proprio le sue dimensioni contribuiscono a conservarne un’atmosfera autentica. Il tessuto urbano si sviluppa aggrappato alla montagna, attraverso stradine, passaggi e soprattutto numerose scalinate che conducono progressivamente verso la parte alta dell’abitato.
Le origini del territorio sono antichissime e riconducono alla presenza degli Equi. Dopo la conquista romana, queste terre furono interessate dall’insediamento di coloni e dalla realizzazione di presidi fortificati destinati al controllo della zona.
Nel II secolo dopo Cristo il territorio era già apprezzato dalle famiglie patrizie romane, che scelsero queste montagne come luogo di villeggiatura. Alcune testimonianze di quell’epoca sono arrivate fino ai nostri giorni: resti provenienti dalle antiche ville romane furono successivamente riutilizzati nelle costruzioni e sono ancora riconoscibili nelle mura esterne della Chiesa di Santa Maria Assunta.
Ma è soprattutto il Medioevo a imprimere a Rocca Canterano la fisionomia che ancora oggi caratterizza il paese.
La storia del vero e proprio borgo viene fatta risalire al 1084, quando l’abate Giovanni V di Subiaco ordinò la costruzione di una fortezza sul Monte Pietra. La struttura aveva lo scopo di proteggere l’insediamento e contrastare Landone, signore di Bellegra e Cerreto e avversario dell’Abbazia sublacense.
Intorno alla fortezza cominciarono a svilupparsi le abitazioni. Con l’aumento della popolazione il paese superò progressivamente la cinta originaria e assunse una conformazione particolarissima.
Le strade interne vennero infatti realizzate con percorsi tortuosi, a zig-zag e prevalentemente attraverso scalinate. Non era soltanto una scelta dettata dalla morfologia del territorio: una simile struttura rendeva più difficile l’ingresso e l’avanzata di eventuali assalitori e delle bande che infestavano queste zone.
Ancora oggi passeggiare per Rocca Canterano significa attraversare quella stessa struttura urbana.
Dell’antica fortezza rimangono tracce inglobate nel paese. Sulle sue rovine venne successivamente edificato Palazzo Moretti, uno degli edifici più rappresentativi del borgo, mentre da Piazza di Corte è ancora possibile riconoscere una parte del profilo dell’antica rocca.
Tra i luoghi da scoprire c’è anche Chiesa di S. Maria Assunta, testimonianza del profondo intreccio tra le differenti epoche storiche attraversate dal paese.
Rocca Canterano custodisce però anche una presenza artistica decisamente più contemporanea. Percorrendo le gradinate del centro si incontra infatti il “Giardino di Pietra”, costituito dalle sculture donate alla comunità dall’artista Leonetta Marcotulli. Opere che si inseriscono direttamente nell’architettura e nel paesaggio del paese, creando un singolare dialogo tra arte contemporanea e borgo antico.
Proseguendo si raggiunge Piazza del Forno, altro luogo fortemente legato alla memoria collettiva. Qui, un tempo, le donne del paese portavano il pane da cuocere nel forno comune: un gesto quotidiano che racconta quella dimensione comunitaria sulla quale per secoli si è costruita la vita dei piccoli centri montani.
Ma Rocca Canterano significa anche natura.
Il Monte Costasole raggiunge i 1.253 metri ed è la cima più elevata dei Monti Ruffi. Sulla sommità si trovano i ruderi dell’antica Chiesa di San Michele, raggiungibili attraverso percorsi che consentono di immergersi in un ambiente montano ancora particolarmente suggestivo.
Altro luogo caratteristico è il Prato del Merro, grande spazio verde attrezzato, dal quale è possibile proseguire attraverso percorsi escursionistici verso altre località montane.
Le pareti rocciose che circondano il territorio hanno inoltre reso la zona conosciuta tra gli appassionati di arrampicata. La Falesia di Rocca Canterano offre diversi percorsi e rappresenta un ulteriore elemento di attrazione per chi sceglie il borgo non soltanto per la storia, ma anche per vivere la montagna.
E poi ci sono le tradizioni.
Rocca Canterano è conosciuta ben oltre i confini della Valle dell’Aniene soprattutto per la singolare “Sagra della Rola – Festa del Cornuto”, che si svolge nel periodo di San Martino.
La “rola” richiama le castagne arrostite, protagoniste insieme al vino novello e ai prodotti della cucina locale. Tra questi spiccano i “cecamariti”, tipica pasta fresca fatta a mano.
Alla dimensione gastronomica si accompagna quella goliardica della Festa del Cornuto, durante la quale il paese si riempie di simboli, corna e figuranti e viene organizzato il caratteristico corteo. Una tradizione che mescola antiche consuetudini agricole, folklore, ironia popolare e riferimenti alla figura di San Martino.
Accanto al capoluogo c’è infine Rocca di Mezzo, unica frazione del Comune, chiamata così proprio per la sua posizione intermedia tra Rocca Canterano e Rocca Martino.
Rocca Canterano rappresenta dunque uno degli esempi più autentici di quel patrimonio costituito dai piccoli borghi delle aree interne del Lazio. Luoghi che non hanno bisogno delle dimensioni delle grandi città per raccontare una storia importante.
Qui sono le pietre, le scalinate, le case addossate alla montagna, le chiese, le piazze e i panorami ad accompagnare il visitatore.
Un borgo da percorrere lentamente, possibilmente a piedi, lasciandosi guidare dai suoi vicoli e fermandosi ogni tanto a guardare verso la Valle dell’Aniene.
Perché dall’alto dei suoi 750 metri Rocca Canterano continua a fare ciò che fa da quasi mille anni: osservare la valle, custodendo silenziosamente la propria storia.