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Rifiuti nella grotta dell’Ovito a Pietrasecca: gli speleologi la tirano a lucido

PIETRASECCA – Plastiche, macrorifiuti e altri materiali accumulati nel lago interno e nei rami attivi dell’Inghiottitoio dell’Ovito sono stati rimossi ieri, sabato 26 settembre, durante la giornata di bonifica ambientale “Puliamo l’Ovito”. Gli speleologi hanno operato nell’ambiente sotterraneo, recuperando un ingente quantitativo di rifiuti poi avviati al corretto smaltimento.

L’intervento è stato promosso dal Gruppo Grotte e Forre “Francesco De Marchi” del CAI L’Aquila nell’ambito del protocollo d’intesa tra la Regione Abruzzo e la Federazione Speleologica Abruzzese ETS per l’istituzione del Catasto delle Grotte e delle Aree Carsiche. Alle operazioni hanno preso parte anche la S.A.S. di Trieste, la Federazione Speleologica Abruzzese, i gruppi speleologici federati intervenuti, l’associazione Pietralunare e la Pro Loco di Pietrasecca.

A spiegare come i rifiuti siano arrivati in profondità è il sindaco di Carsoli, Alessandro Marcangeli: i materiali abbandonati nei fossi e lungo i corsi d’acqua possono essere trascinati dal torrente fino all’interno del sistema carsico. La bonifica ha quindi richiesto un lavoro complesso in un ambiente delicato, dove ciò che viene disperso in superficie può accumularsi lontano dagli occhi.

«Quanto recuperato oggi deve però farci riflettere», ha osservato il primo cittadino. «L’abbandono dei rifiuti nei fossi, lungo i corsi d’acqua e nell’ambiente naturale rappresenta un grave gesto di inciviltà». Per Marcangeli, la pulizia della grotta deve andare di pari passo con una maggiore attenzione quotidiana al territorio, affinché interventi tanto impegnativi non debbano rimediare ancora una volta ai comportamenti irresponsabili di pochi.

Il sindaco ha infine ringraziato, a nome dell’amministrazione comunale, speleologi, volontari e associazioni coinvolti. La giornata ha restituito all’Ovito un ambiente più pulito e ha reso visibile un problema che nasce all’esterno della grotta: i rifiuti abbandonati lungo il percorso dell’acqua non scompaiono, ma possono finire in uno dei luoghi naturalistici più preziosi di Pietrasecca.