ROMA – Sono già esauriti tutti i posti disponibili per le visite alla Piramide Cestia nelle date attualmente in programma. A comunicarlo è stata la Soprintendenza Speciale di Roma, che, davanti all’elevato numero di richieste, sta valutando la possibilità di programmare nuovi appuntamenti per consentire a un pubblico più ampio di scoprire uno dei monumenti più affascinanti e misteriosi della Capitale.
Le prenotazioni hanno fatto registrare rapidamente il tutto esaurito, lasciando molte persone nell’impossibilità di partecipare. La Soprintendenza ha spiegato di comprendere il disappunto di quanti avrebbero voluto visitare il monumento, precisando tuttavia che il numero dei partecipanti ammessi in ciascun turno è necessariamente condizionato dalle caratteristiche degli spazi e dalle esigenze di tutela e sicurezza.
Eventuali nuove date saranno comunicate attraverso il sito istituzionale e i canali social della Soprintendenza. Al pubblico è stato rivolto un ringraziamento per il grande interesse dimostrato e per la comprensione nei confronti delle limitazioni imposte dalla particolare conformazione del sito.
La Piramide Cestia rappresenta una presenza sorprendente nel panorama archeologico di Roma. Situata lungo l’antica via Ostiense, nei pressi di Porta San Paolo, è l’unico monumento superstite di una serie di costruzioni piramidali sorte nella città durante il I secolo avanti Cristo, quando la conquista dell’Egitto alimentò tra i Romani una forte attrazione verso la cultura e l’architettura egizia.
Il monumento fu realizzato tra il 18 e il 12 avanti Cristo come sepolcro di Gaio Cestio, uomo politico romano e membro del collegio sacerdotale degli epuloni. Nel proprio testamento, Cestio stabilì che la tomba dovesse essere completata entro 330 giorni, imponendo così tempi particolarmente rapidi per la sua costruzione.
Alta 36,40 metri e caratterizzata da una base quadrata di 29,50 metri per lato, la piramide possiede un nucleo in opera cementizia rivestito esternamente da lastre di marmo lunense. All’interno custodisce una camera funeraria di circa 23 metri quadrati, decorata con affreschi raffiguranti ninfe, vasi rituali e Vittorie alate.
La tomba venne violata probabilmente durante il Medioevo, quando attraverso un cunicolo furono sottratte l’urna cineraria e parte delle decorazioni. La struttura riuscì tuttavia ad attraversare i secoli anche grazie al suo inserimento nelle Mura Aureliane, costruite tra il 272 e il 279 dopo Cristo.
Il contrasto tra la sua forma egizia e il contesto urbano romano continua a esercitare un richiamo particolare su cittadini, studiosi e visitatori. Entrare nella Piramide Cestia significa oltrepassare la superficie di uno dei simboli più riconoscibili di Roma e accedere a un ambiente normalmente non visibile, nel quale storia, suggestione e mistero si incontrano.