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Piana del Cavaliere, avanza il fotovoltaico: sempre più terreni destinati alla produzione di energia

CARSOLI – Il paesaggio energetico italiano sta cambiando rapidamente e il fenomeno è ormai visibile anche nelle aree interne. Terreni che fino a pochi anni fa erano destinati esclusivamente ad altri utilizzi o inutilizzi vengono interessati da progetti per la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra: lunghe distese di pannelli che catturano la radiazione solare e la trasformano in energia elettrica. Una tendenza che riguarda anche la Piana del Cavaliere, dove l’interesse verso questo tipo di investimento appare in crescita.

Il fenomeno locale si inserisce in una trasformazione molto più ampia. Al 30 giugno 2026 in Italia risultavano connessi oltre 2,25 milioni di impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva superiore a 46,6 GW. Soltanto nei primi sei mesi dell’anno sono stati aggiunti 3.093 MW. Il dato interessante è soprattutto un altro: mentre rallenta il fotovoltaico domestico, gli impianti commerciali e industriali e le centrali solari di grande taglia hanno registrato entrambi una crescita del 22% rispetto allo stesso periodo del 2025.

È proprio questa seconda componente a risultare maggiormente percepibile sul territorio. Un impianto realizzato su un tetto modifica poco il paesaggio; una centrale fotovoltaica estesa su un appezzamento di terreno produce invece una trasformazione immediatamente visibile.

Anche nella Piana del Cavaliere dunque stanno emergendo nuovi progetti e iniziative imprenditoriali legate al settore. Un riscontro concreto arriva dal Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo: alla fine del 2025 risultavano pubblicate, ad esempio, procedure per due impianti fotovoltaici a terra nel territorio comunale di Oricola, uno lungo la Strada Provinciale del Cavaliere con potenza di circa 794 kW e un altro in località Pisciarello da 900 kW, entrambi corredati dalle relative opere di connessione.

La crescita dell’interesse porta con sé anche la nascita e l’attività di società specializzate che individuano terreni, sviluppano i progetti, affrontano gli iter autorizzativi e realizzano gli impianti. In alcuni casi i terreni vengono acquistati, in altri vengono utilizzati attraverso contratti di affitto o altri accordi con i proprietari.

Ma come funziona concretamente una centrale fotovoltaica?

Il principio è relativamente semplice. I moduli fotovoltaici trasformano la luce solare in energia elettrica in corrente continua. Successivamente intervengono gli inverter, che convertono la corrente continua in corrente alternata, rendendola utilizzabile e immettibile nella rete elettrica attraverso gli apparati e le infrastrutture di connessione.

Nei grandi impianti i pannelli vengono disposti in file su strutture installate sul terreno e orientate per sfruttare al meglio l’irraggiamento solare. Accanto ai moduli trovano spazio inverter, cabine elettriche, sistemi di trasformazione e collegamenti alla rete. In alcuni progetti possono essere previsti anche sistemi di accumulo dell’energia.

La crescita è legata al processo di transizione energetica e all’aumento della produzione da fonti rinnovabili. A maggio 2026 il fotovoltaico è risultato la prima fonte rinnovabile italiana del mese e la sua produzione è aumentata del 19,3% rispetto a maggio 2025; Terna attribuisce gran parte dell’incremento proprio alla maggiore capacità installata.

C’è poi un altro elemento che rende il fenomeno particolarmente interessante sotto il profilo territoriale: la disponibilità di superfici.

Le grandi centrali richiedono infatti estensioni considerevoli e la ricerca di aree utilizzabili porta inevitabilmente l’attenzione verso pianure, zone industriali, aree degradate, cave, discariche dismesse e, nei casi consentiti dalla normativa, superfici agricole. La legislazione nazionale individua specifiche categorie di aree considerate idonee e disciplina in maniera differenziata gli interventi, con regole che sono state ulteriormente aggiornate tra il 2025 e il 2026.

Ed è probabilmente questo uno degli aspetti destinati a diventare sempre più rilevanti anche per la Piana del Cavaliere.

Il territorio presenta infatti contemporaneamente zone produttive, grandi infrastrutture viarie, superfici agricole e ampie porzioni pianeggianti. Condizioni che possono richiamare l’interesse degli operatori del settore energetico e che spiegano la progressiva comparsa di nuovi progetti.

Il risultato è una trasformazione che comincia a essere percepibile anche semplicemente osservando il territorio: alle tradizionali superfici verdi si affiancano progressivamente nuove distese geometriche di pannelli rivolti verso il sole.

Non si tratta in questa sede di stabilire se questa evoluzione sia positiva o negativa. La questione coinvolge infatti aspetti molto diversi: produzione energetica, utilizzo del suolo, attività economiche, agricoltura, pianificazione territoriale e tutela del paesaggio.

Il dato oggettivo è invece la dimensione crescente del fenomeno.

Il fotovoltaico italiano sta entrando in una fase nella quale il peso degli impianti di media e grande dimensione diventa sempre più significativo. E anche la Piana del Cavaliere, con le sue caratteristiche geografiche e produttive, comincia a essere interessata in maniera evidente da una trasformazione che nei prossimi anni potrebbe incidere sempre più sulla fisionomia del territorio.