Pescina, nella Casa Museo di Ignazio Silone il viaggio alle radici di uno dei grandi scrittori del Novecento
PESCINA – Entrare nei luoghi di Ignazio Silone a Pescina significa compiere un viaggio non soltanto nella vita di uno dei maggiori scrittori italiani del Novecento, ma anche dentro quella Marsica che ha profondamente segnato la sua opera letteraria e il suo pensiero. Nel paese che il 1° maggio 1900 diede i natali a Secondino Tranquilli, vero nome dello scrittore, la memoria siloniana costituisce oggi uno degli elementi più importanti del patrimonio storico e culturale locale.
Casa Museo Ignazio Silone rappresenta uno dei punti di riferimento di questo itinerario della memoria, che si sviluppa nel cuore antico di Pescina e conduce il visitatore alla scoperta dell’uomo, dell’intellettuale e soprattutto del rapporto indissolubile che Silone mantenne per tutta la vita con la propria terra.
La casa natale si trova a poca distanza dall’antico convento dei Minori Conventuali, complesso nel quale oggi hanno sede il Museo e il Centro Studi Siloniano. Da ragazzo Silone frequentò proprio gli ambienti circostanti, entrando in contatto con quel mondo contadino, con le sue lotte e con le profonde disuguaglianze sociali che avrebbero successivamente trovato una straordinaria rappresentazione letteraria nelle sue opere.
Pescina e la Marsica non furono infatti per Silone un semplice luogo d’origine. Divennero materia narrativa, memoria e simbolo. I contadini del Fucino, i soprusi subiti dalle classi più deboli, la povertà e la ricerca di giustizia confluirono soprattutto in “Fontamara”, il romanzo che lo rese celebre a livello internazionale e nel quale una comunità immaginaria della Marsica diventa espressione universale della dignità degli ultimi.
Il percorso museale permette di entrare nella dimensione più personale dello scrittore. Il patrimonio conservato comprende documenti, fotografie, manoscritti, libri, riconoscimenti, oggetti personali e materiali che consentono di ricostruire le diverse stagioni della sua esistenza. Particolarmente suggestiva è la ricostruzione dello studio di Silone, realizzata grazie al materiale donato dalla moglie Darina al Comune di Pescina.
La donazione comprende archivio e biblioteca, mobili, cimeli, premi e numerosi oggetti appartenuti allo scrittore. Nello studio sono presenti anche fotografie delle persone che maggiormente segnarono la sua vita e testimonianze dei rapporti intrattenuti con alcune delle grandi personalità culturali del Novecento.
La visita consente così di ripercorrere una vicenda umana complessa: dall’infanzia marsicana al devastante terremoto del 13 gennaio 1915, dall’impegno politico giovanile alla partecipazione alla nascita del Partito Comunista d’Italia, fino alla successiva rottura con lo stalinismo e alla scelta della letteratura come strumento privilegiato per comprendere e raccontare l’uomo e la società.
Ma il viaggio sulle tracce di Silone a Pescina non termina nel museo. Proseguendo nel borgo si raggiunge la sua tomba, posta alla base dell’antica torre campanaria di San Berardo. Fu lo stesso scrittore a desiderare di riposare nella sua terra, chiudendo idealmente il lungo percorso di una vita trascorsa tra impegno civile, esilio, politica e letteratura.
Visitare i luoghi siloniani significa quindi comprendere meglio anche Pescina. Le strade, il paesaggio marsicano, il ricordo della civiltà contadina e le ferite lasciate dal terremoto costituiscono lo scenario reale dal quale nacque gran parte dell’universo letterario dello scrittore.
La Casa Museo, il Museo e Centro Studi e la tomba formano oggi un autentico itinerario siloniano, capace di richiamare studiosi, lettori e turisti e di trasformare Pescina in un luogo della memoria letteraria italiana.
Perché, anche dopo aver attraversato l’Europa e conosciuto alcuni dei protagonisti della cultura e della politica del Novecento, Silone continuò sempre a portare con sé la sua Marsica. Ed è proprio a Pescina che quel legame può essere ancora oggi riscoperto, camminando nei luoghi nei quali tutto ebbe inizio.