ROMA – Nascondevano la cocaina in luoghi sempre diversi per eludere i controlli della polizia: chi occultava le dosi alla base di un albero o all’interno di un palo, chi le custodiva nell’auto e chi, invece, le teneva addosso per uno spaccio rapido. È il bilancio dell’ultima operazione condotta dai “Falchi” della VI Sezione della Squadra Mobile di Roma, che ha portato all’arresto di quattro presunti pusher in diversi quartieri della Capitale.
Il primo arresto ha riguardato un 21enne di origine libica, sorpreso a Ponte di Nona, dove aveva ideato un sistema per nascondere la droga in due distinti punti di un campo da calcio dismesso: alla base di un albero e nell’intercapedine di un palo. Gli investigatori hanno monitorato i suoi movimenti fino a intervenire in flagranza di reato, sequestrando 26 involucri di cocaina.
Al Quarticciolo, invece, è finito in manette un 53enne che utilizzava la propria utilitaria come base operativa per lo spaccio. Secondo la ricostruzione della Polizia, l’uomo prelevava di volta in volta le dosi nascoste nei pressi del freno a mano e le consegnava direttamente ai clienti dal finestrino dell’auto. All’interno del veicolo sono stati rinvenuti 34 involucri di cocaina e circa 900 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
Gli altri due arresti sono stati eseguiti tra Tor Bella Monaca e Tor Sapienza, dove un 52enne di origine pakistana e un 19enne tunisino custodivano la droga direttamente tra gli indumenti, pronta per essere ceduta agli acquirenti. Nel corso dell’operazione gli agenti hanno sequestrato complessivamente 20 involucri di cocaina.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria.
Come previsto dalla normativa vigente, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità con sentenza irrevocabile di condanna.