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Massacrata in casa a Trasacco, le violenze non erano un episodio isolato: il Comune nomina un legale

TRASACCO – Non sarebbe stata un’aggressione isolata quella avvenuta sabato all’interno di un’abitazione di Trasacco, dove una donna è rimasta gravemente ferita. È quanto emerge dalle contestazioni formulate nei confronti di A.C., 52 anni, arrestato e accusato di tentato femminicidio e maltrattamenti in famiglia.

Questa mattina, alle ore 10, è prevista davanti al giudice Mario Cervellino l’udienza di convalida dell’arresto. Il magistrato dovrà valutare gli elementi raccolti dagli investigatori e le richieste avanzate dall’autorità giudiziaria, mentre la difesa potrà presentare la propria ricostruzione dei fatti.

Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo avrebbe colpito ripetutamente la moglie con calci e pugni al corpo e alla testa. La donna avrebbe riportato la rottura della milza, la frattura di quattro costole e la perforazione del polmone sinistro. Lesioni gravissime che hanno reso necessario un intervento chirurgico d’urgenza e che, secondo quanto riportato nel capo d’imputazione, sarebbero state potenzialmente mortali.

La vittima rimane ricoverata sotto stretta osservazione e la prognosi è ancora riservata. Il decesso sarebbe stato evitato grazie al tempestivo intervento dei sanitari.

Il secondo capo d’accusa estende l’indagine a quanto sarebbe accaduto all’interno della famiglia prima dell’aggressione. L’uomo, secondo la contestazione, avrebbe sottoposto la moglie convivente a ingiurie, minacce e percosse, in un contesto caratterizzato da contrasti relativi alla gestione familiare, all’educazione dei figli e all’attività dell’azienda agricola.

L’accusa sostiene che tali condotte sarebbero state aggravate dall’assunzione di bevande alcoliche. Viene inoltre contestata l’aggravante dei motivi futili. Tutte le circostanze dovranno essere verificate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza dell’indagato fino a un’eventuale sentenza definitiva.

Intanto il Comune di Trasacco, dopo aver annunciato la volontà di costituirsi parte civile, ha affidato all’avvocato Mario Flammini l’assistenza legale dell’ente nell’evoluzione della vicenda.

«La decisione del Comune di costituirsi parte civile vuole essere un segnale concreto di vicinanza alla famiglia e, al tempo stesso, una ferma condanna di episodi che hanno profondamente colpito la nostra comunità», ha dichiarato il sindaco Cesidio Lobene.

«Come istituzione – ha aggiunto il primo cittadino – sentiamo il dovere di prendere posizione e ribadire con forza i valori della legalità e del rispetto dei nostri cittadini».

Con l’udienza di questa mattina la vicenda entra nel suo primo significativo passaggio giudiziario. Parallelamente all’attesa per le condizioni della donna, l’inchiesta dovrà ricostruire sia la dinamica della brutale aggressione sia gli episodi che, secondo l’accusa, l’avrebbero preceduta.