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L’ossimoro di Tor Vergata: se il canto degli ultimi vale il primo posto d’Italia

ROMA — Un arrivo da star, in elicottero, com’è giusto che sia per Mister 250 mila spettatori. Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, ieri sera a Tor Vergata ha riscritto la storia della musica live, mettendo a segno l’ossimoro perfetto: essere l’ultimo di nome, ma il primo d’Italia per biglietti paganti in un singolo evento.

Un traguardo mostruoso che ha incassato persino la benedizione social del “Kom” Vasco Rossi, detentore del precedente primato, che su Instagram ha reso l’onore delle armi al trentenne romano. In un’epoca in cui la retorica nostalgica ci ripete che «ai miei tempi i cantanti erano un’altra cosa», Niccolò ha compiuto un miracolo che unisce musica e comunicazione: polverizzare 250 mila biglietti in sole tre ore e spingere una marea umana ad accamparsi in tenda per quattordici giorni pur di conquistare la transenna.

«Con lui ci sentiamo meno soli», sussurrano i ragazzi tra le lacrime. Ed è questa la chiave di una favola che ieri sera ha trasformato un immenso prato romano in un firmamento. Alle 21:19, quando sui maxi schermi è comparsa la frase evangelica «Beati gli ultimi perché saranno i primi», la realtà ha superato definitivamente la fantasia, lasciando spazio a uno show potentissimo da oltre 40 canzoni iniziato sulle note di “Pianeti”.

Una macchina organizzativa colossale gestita in sinergia dalle autorità e Vivo Concerti ha protetto questo immenso raduno, dove per una notte la solitudine si è sciolta nel canto. Una notte magica in cui nessuno è rimasto indietro e in cui gli ultimi, per tre ore, si sono presi il primo posto nel mondo.