L’Orchestraccia fa cantare Carsoli: gran finale per la Festa della Birra
Ultima serata col botto per la manifestazione alla sua prima edizione
Si è chiuso con una piazza gremita e un’atmosfera di grande festa il Festival della Birra di Carsoli. A salutare il pubblico è stata l’Orchestraccia, la formazione romana che da anni porta sui palchi di tutta Italia un originale connubio di musica popolare, rock e ironia, trasformando ogni concerto in un’esperienza collettiva. Il progetto, guidato dai frontmen Marco Conidi e Guglielmo Poggi, nato dall’incontro di musicisti e attori come Luca Angeletti, Giorgio Caputo, Edoardo Pesce ed Edoardo Leo, ha saputo dare nuova vita al repertorio della tradizione romana con uno stile inconfondibile. Fin dai primi momenti, grazie alle prodezze musicali di tutti i musicisti, piazza Colonna si è trasformata in un grande coro. L’energia della band ha coinvolto spettatori di tutte le età tra applausi, balli e canti che hanno accompagnato un repertorio capace di far rivivere l’anima più autentica di Roma. Dai classici della tradizione popolare alle reinterpretazioni in chiave moderna, l’Orchestraccia ha saputo rendere omaggio a una cultura musicale che racconta le borgate, le osterie, la convivialità e l’ironia della Capitale, senza mai rinunciare a sonorità d’impatto e a una forte presenza scenica. La forza del gruppo è proprio questa: custodire il patrimonio della canzone capitolina e restituirlo al pubblico con uno stile contemporaneo, fatto di arrangiamenti energici, racconti, battute e continui momenti di dialogo con la piazza. Una formula vincente che ha reso il concerto non solo uno spettacolo musicale, ma anche un viaggio nelle radici della tradizione popolare, dove ogni brano diventa partecipazione “de core”. Il concerto dell’Orchestraccia ha così messo il sigillo su cinque giorni di festa, lasciando a Carsoli non soltanto il ricordo di una serata coinvolgente, ma anche la conferma che la musica popolare, quando viene interpretata con passione e autenticità, continua a parlare a generazioni diverse e a creare un forte senso di comunità.
Foto di Val Monteleone e Mia Cardella – Gaiden Studio


