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Liquami nel Turano a Carsoli, Nazzarro: “soluzione già individuata due anni fà”

CARSOLI – Si mantiene alta l’attenzione sui liquali sversati nell’alveo del fiume Turano a Carsoli. Ieri l’annuncio dell’intervento che dovrebbe portare alla soluzione definitiva del problema individuato da una ditta specializzata incaricata dal Comune. A riguardo interviene in una nota a replica l’Avv. Velia Nazzarro, ex sindaco di Carsoli ed attuale consigliere comunale di minoranza:

«Accolgo con favore l’annuncio dell’intervento destinato a risolvere definitivamente il problema degli sversamenti nel Rio Sant’Antonio e nel tratto urbano del Turano.

È doveroso ricordare che già due anni fa, durante il mio mandato da sindaco, il problema era stato affrontato con il CAM, con i Carabinieri Forestali e con i cittadini attraverso una serie di incontri e sopralluoghi. In quella fase erano già state accertate le cause degli sversamenti, riconducibili all’insufficienza della rete fognaria esistente. Era stato inoltre verificato che il tratto interessato della condotta si trova al di sotto di abitazioni realizzate direttamente sopra la rete fognaria. Proprio per questa ragione un intervento diretto di manutenzione straordinaria, sostituzione o adeguamento della condotta esistente risultava di fatto impossibile.

Per questo era stata individuata come unica soluzione tecnicamente praticabile la realizzazione di una nuova condotta fognaria lungo la sede stradale di via Mameli, con il successivo distacco e dismissione della rete esistente sottostante alle abitazioni.

Si tratta, sostanzialmente, dello stesso intervento che oggi viene presentato come soluzione definitiva.

Purtroppo, la conclusione anticipata della mia amministrazione ha impedito di portare avanti direttamente il percorso già avviato. Ciò non toglie che un progetto già individuato, condiviso avrebbe potuto e dovuto essere portato avanti con maggiore celerità da chi è subentrato nell’amministrazione.

Per questo non posso non evidenziare come, a distanza di due anni, si sia ancora nella fase delle indagini e della progettazione. Se il problema, le cause e la soluzione erano già stati individuati allora, è legittimo chiedersi cosa sia stato fatto in questi due anni e perché si sia perso così tanto tempo.

Mi auguro che l’opera venga realizzata nei tempi annunciati.»