L’Aquila capitale europea del tartufo: dal 2 al 5 settembre oltre 50 esperti da sette Paesi
L’AQUILA – Dal 2 al 5 settembre 2026 L’Aquila diventerà uno dei principali punti di riferimento europei per la ricerca sul tartufo grazie al 2° Convegno internazionale sul tartufo, ospitato nella sala conferenze del Rettorato dell’Università dell’Aquila, nello storico Palazzo Camponeschi in piazza Santa Margherita.
L’iniziativa è organizzata dall’Università degli Studi dell’Aquila e dal Dipartimento MeSVA, con il patrocinio della Regione Abruzzo, dell’Unione Micologica Italiana, della Società Botanica Italiana e dell’associazione CERCA.
A confrontarsi saranno oltre 50 ricercatori e stakeholder provenienti da sette Paesi europei, tra i più attivi nel panorama della ricerca tartuficola. Il convegno offrirà così un’occasione di confronto internazionale sulle nuove conoscenze scientifiche e sulle prospettive di tutela e valorizzazione di una risorsa che riveste un ruolo particolarmente importante anche per il territorio abruzzese.
Nel corso delle prime tre giornate sono previste 34 relazioni orali dedicate ai diversi aspetti della scienza del tartufo: dall’ecologia agli ecosistemi tartufigeni, dalla coltivazione alle comunità microbiche e agli animali micofagi, fino alla tassonomia, alla diversità, al paesaggio, al turismo e alla qualità e sicurezza alimentare del prodotto.
L’obiettivo è mettere in dialogo ricercatori, professionisti e portatori di interesse, favorendo lo scambio delle più recenti acquisizioni scientifiche e la definizione di nuove strategie per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio tartufigeno.
Particolare rilievo avrà la giornata di venerdì 4 settembre, quando nel pomeriggio il convegno sarà aperto anche al pubblico, con l’intento di creare un confronto diretto tra mondo accademico, istituzioni, imprese e comunità locali.
La mattina di sabato 5 settembre sarà invece dedicata a un’escursione in una tartufaia naturale di tartufo bianco pregiato nei pressi di Tagliacozzo. I partecipanti potranno osservare direttamente l’habitat e le dinamiche ecologiche che caratterizzano una delle specie più pregiate del territorio abruzzese.
Il convegno conferma quindi il ruolo dell’Università dell’Aquila come centro di ricerca e confronto internazionale su un settore che unisce scienza, ambiente, economia, cultura e identità territoriale.