Lago di Castel Gandolfo, maxi intervento da 29,5 milioni: meno prelievi dalla falda dei Colli Albani
CASTEL GANDOLFO – Un investimento da oltre 29,5 milioni di euro per ridurre i prelievi dalla falda dei Colli Albani e contribuire alla salvaguardia del Lago di Castel Gandolfo, dove è stato rilevato un calo del livello idrico di 76 centimetri. È l’obiettivo dell’Accordo Attuativo n. 3 sottoscritto dalla Città metropolitana di Roma Capitale con l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale e la STO-ATO2.
Al centro dell’intervento c’è la realizzazione del primo lotto dell’interconnessione acquedottistica Appio Alessandrino-Doganella, nel tratto compreso tra i pozzi di Pantano Borghese e il serbatoio Santa Chiara, nel territorio di Colonna.
La nuova infrastruttura consentirà di trasferire una quota della risorsa idrica e, conseguentemente, di alleggerire in maniera significativa i prelievi diretti dalla falda dei Colli Albani, con l’obiettivo di contribuire alla tutela dell’equilibrio idrogeologico e paesaggistico del Lago Albano.
Un intervento che assume particolare rilevanza alla luce delle condizioni del bacino lacustre. Secondo i dati diffusi dalla Città metropolitana, il lago ha fatto registrare un abbassamento del livello dell’acqua pari a 76 centimetri, in un quadro ambientale che rende necessarie misure strutturali per la conservazione della risorsa.
A beneficiare direttamente dell’infrastruttura saranno i territori di Roma, Monte Compatri, Colonna e Zagarolo, con un bacino complessivo di 100.794 abitanti nell’Area Intercomunale Sud.
L’investimento previsto ammonta precisamente a 29 milioni e 536mila euro e coinvolge diversi livelli istituzionali. La Regione Lazio partecipa con un contributo straordinario di 3 milioni di euro, previsto dalla legge regionale 15/2025: due milioni riferiti al 2025 e un ulteriore milione per il 2026.
La Città metropolitana di Roma Capitale interviene invece con 500mila euro stanziati sul bilancio 2025 e altri 500mila programmati per il 2026, raggiungendo così un contributo complessivo di un milione di euro. La restante quota rientra nella programmazione ATO2, con Acea Ato 2 S.p.A. quale soggetto attuatore.
«La tutela del Lago di Castel Gandolfo non rappresenta un semplice intervento tecnico, ma una precisa scelta politica d’indirizzo: proteggere l’ecosistema dei Colli Albani, preservare la risorsa idrica e garantire uno sviluppo sostenibile a tutte le comunità locali», hanno dichiarato il vicesindaco metropolitano Pierluigi Sanna e il consigliere delegato all’Ambiente Rocco Ferraro.
Secondo gli amministratori, lo stanziamento diretto di risorse e la collaborazione tra istituzioni rappresentano una risposta concreta alle conseguenze del cambiamento climatico e alle criticità che stanno interessando il sistema idrico dei Castelli Romani. Sanna e Ferraro hanno inoltre ringraziato il capo di Gabinetto della Città metropolitana, Francesco Nazzaro, per il contributo fornito alla definizione dell’intervento.
La Città metropolitana, guidata dal sindaco metropolitano Roberto Gualtieri, punta dunque su un’opera strutturale che affronta il problema a monte: ridurre la pressione esercitata dalle necessità idropotabili sulla falda dei Colli Albani, preservando una risorsa naturale dalla quale dipende anche il delicato equilibrio del lago.
Un progetto destinato quindi ad avere effetti che vanno oltre il potenziamento della rete acquedottistica, inserendosi nella più ampia sfida per la salvaguardia di uno dei patrimoni naturalistici e paesaggistici più importanti dei Castelli Romani.