La voce di Tony Hadley accende il Chiostro di San Francesco
Nel suggestivo Chiostro di San Francesco, la voce degli Spandau Ballet ha incontrato l’Orchestra Sinfonica Abruzzese in un concerto intenso e ricco di emozioni, capace di trasformare la nostalgia in musica viva.
Ci sono concerti che si ascoltano, e concerti che si attraversano con la memoria. Quello di Tony Hadley, ieri sera, nel suggestivo Chiostro di San Francesco a Tagliacozzo, è appartenuto senza dubbio alla seconda categoria: una serata in cui la musica ha saputo trasformare uno spazio già carico di storia in un luogo sospeso, capace di unire passato e presente. Sul palco, Tony Hadley ha ritrovato le canzoni che hanno segnato una stagione irripetibile della musica internazionale, restituendole al pubblico con una voce ancora capace di sorprendere per potenza, eleganza e profondità. Ma non si è trattato semplicemente di un viaggio nostalgico negli anni degli Spandau Ballet. Quelle canzoni, rilette insieme alla meravigliosa Orchestra Sinfonica Abruzzese, hanno assunto una nuova dimensione: più ampia ed intensa. Gli arrangiamenti orchestrali hanno dato nuova vita alle melodie, accompagnando la voce di Hadley senza mai sovrastarla. Anzi, è proprio nel dialogo tra la sua interpretazione e la ricchezza dell’orchestra che il concerto ha trovato la sua forza più autentica. Archi, fiati e percussioni hanno ampliato la tavolozza emotiva dei brani, trasformando melodie conosciute in qualcosa di nuovo, senza cancellarne l’identità. E poi c’era il luogo. Il Chiostro di San Francesco sembrava fatto apposta per accogliere una musica capace di parlare al tempo. Le note si sono insinuate tra le arcate e le mura antiche, creando una dimensione intima. Hadley ha saputo coinvolgere il pubblico in ogni momento, alternando simpatia, energia e delicatezza. La sua presenza scenica, il rapporto diretto con la platea e soprattutto quella voce riconoscibile dopo decenni hanno fatto il resto. Quando sono arrivate le canzoni più amate, come “Through the barricades”, “True” e “Gold”, veri inni degli anni ottanta, il pubblico non si è limitato ad ascoltare: ha riconosciuto frammenti della propria storia, ricordi, persone, estati, amori e immagini che quelle melodie hanno custodito per anni. È forse questo il dono più grande della musica dal vivo: permetterci di tornare, anche solo per qualche minuto, in un luogo che credevamo perduto. E ieri sera Tony Hadley, insieme all’Orchestra Sinfonica Abruzzese, ha aperto proprio questa porta. A Tagliacozzo non è andato in scena soltanto un concerto. È andato in scena un incontro tra generazioni, tra la memoria della grande musica pop e la forza evocativa della musica sinfonica, tra una voce che appartiene alla storia e un’orchestra capace di darle nuovi colori. Un’altra grande memoria regalata dal Festival Internazionale di Mezza Estate.
Articolo di Val Monteleone
Foto di Val Monteleone e Miriam Cardella
