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La Piana del Cavaliere tra Monarchia e Repubblica: Carsoli votò Savoia, Oricola scelse il cambiamento

CARSOLI – Ottant’anni fa, il 2 giugno 1946, l’Italia voltava pagina. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale e della dittatura fascista, quasi 25 milioni di cittadini furono chiamati alle urne per scegliere la forma istituzionale dello Stato, Monarchia o Repubblica, e per eleggere i componenti dell’Assemblea Costituente incaricata di scrivere la nuova Costituzione italiana. Per la prima volta nella storia nazionale votarono anche le donne, che ottennero il diritto di voto attivo e passivo, segnando una svolta epocale nella vita democratica del Paese.

Nella Piana del Cavaliere il voto restituì un quadro variegato, con due comuni nettamente monarchici, uno fortemente repubblicano e uno sostanzialmente diviso a metà.

A Carsoli la Monarchia ottenne una larga affermazione con 2.550 voti, pari al 74,41%, contro gli 877 voti raccolti dalla Repubblica (25,59%). Su 4.163 elettori, i votanti furono 3.713, con un’affluenza dell’89,19%.

Scenario completamente diverso a Oricola, dove prevalse la Repubblica con 335 voti (68,93%), mentre la Monarchia si fermò a 151 preferenze (31,07%). Su 549 aventi diritto votarono in 514, facendo registrare una partecipazione del 93,62%, la più alta tra i quattro comuni.

A Rocca di Botte tornò a prevalere nettamente la Monarchia con 350 voti (68,23%) contro i 163 della Repubblica (31,77%). I votanti furono 539 su 587 elettori, con un’affluenza del 91,82%.

Molto più equilibrato il risultato di Pereto, dove la Monarchia vinse per appena 21 voti: 338 preferenze, pari al 51,60%, contro i 317 voti ottenuti dalla Repubblica (48,40%). Alle urne si recarono 746 cittadini sugli 856 aventi diritto, con un’affluenza dell’87,15%.

Nel complesso dei quattro comuni della Piana del Cavaliere, la Monarchia raccolse 3.389 voti contro i 1.692 della Repubblica, confermando una prevalenza monarchica nel territorio, pur con la significativa eccezione di Oricola e il sostanziale equilibrio registrato a Pereto.

Mentre gli elettori esprimevano la loro scelta sul futuro dello Stato, venivano anche eletti i membri dell’Assemblea Costituente. L’organismo si insediò il 25 giugno 1946 e fu chiamato a redigere la nuova Carta costituzionale. Tra i suoi componenti figuravano 21 donne provenienti da diverse regioni italiane, molte delle quali avevano maturato esperienze nella Resistenza e portarono per la prima volta nelle istituzioni la voce dell’universo femminile.

Presieduta inizialmente da Giuseppe Saragat e successivamente impegnata nei lavori della Commissione dei 75 guidata da Meuccio Ruini, l’Assemblea elaborò il testo della Costituzione che venne approvato il 22 dicembre 1947, promulgato il 27 dicembre dal Presidente della Repubblica Enrico De Nicola ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948.

A ottant’anni di distanza, quei numeri raccontano non soltanto una scelta politica, ma anche il ritorno della democrazia e della partecipazione popolare dopo gli anni bui della guerra. Una pagina di storia che nei comuni della Piana del Cavaliere assunse sfumature diverse, riflettendo sensibilità e tradizioni che ancora oggi costituiscono una testimonianza preziosa della nascita della Repubblica Italiana.

Referendum istituzionale del 2 giugno 1946 – I risultati nei quattro comuni della Piana del Cavaliere

  • Carsoli
    • Elettori: 4.163
    • Votanti: 3.713 (89,19%)
    • Repubblica: 877 voti (25,59%)
    • Monarchia: 2.550 voti (74,41%)
  • Oricola
    • Elettori: 549
    • Votanti: 514 (93,62%)
    • Repubblica: 335 voti (68,93%)
    • Monarchia: 151 voti (31,07%)
  • Rocca di Botte
    • Elettori: 587
    • Votanti: 539 (91,82%)
    • Repubblica: 163 voti (31,77%)
    • Monarchia: 350 voti (68,23%)
  • Pereto
    • Elettori: 856
    • Votanti: 746 (87,15%)
    • Repubblica: 317 voti (48,40%)
    • Monarchia: 338 voti (51,60%)