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La favola di Branduardi ad Alba Fucens

Il Cantico del maestro menestrello dedicato a San Francesco

Di artisti come Branduardi, in Italia e forse nel mondo, non ce ne sono stati poi molti.  Un musicista contemporaneo dall’identità fortemente legata ad un’epoca antica e affascinante. L’autore lombardo, sin dal suo debutto del 1974, l’omonimo “Angelo Branduardi”, ha proposto il suo cantautorato contaminato da sonorità medievali e rinascimentali e dal folk di tradizione celtica, germanica, britannica e francese, guadagnandosi l’appellativo di “Menestrello”. Tutti conosciamo brani come “La fiera dell’Est”, “Cogli la prima mela” e “Ballo in Fa Diesis”, composizioni recuperate da un tempo remoto che ci trasportano dolcemente nei labirinti della musica europea. E quale spazio piu’ adatto di un meraviglioso anfiteatro romano alle pendici di sua maestà il Velino per ascoltare il violino del nostro cantastorie? Così la luna sorgente è stata sfondo de “Il Cantico” tour omaggio a San Francesco, vero modello di riferimento e mito di Branduardi, che da anni ne racconta la sua epica musicando le sue storie. Non sono mancati poi i suoi grandi successi, il ricordo dell’amico Giorgio Faletti, co autore del bellissimo album “Il dito e la luna” e gli interessanti arrangiamenti dei bravissimi polistrumentisti che hanno accompagnato il maestro. L’impressione è che, arrivato al traguardo di settantasei anni, il Malandrino abbia ancora tanto da raccontare, e questo è anche il nostro augurio. Evviva la buona musica!

Foto di Val Monteleone e Mia Cardella