CARSOLI – Nel merito della vicenda di cui ed in riferimento all’articolo “Carsoli, cade dal soppalco: dal Tribunale doppia condanna con risarcimento da 110mila euro” interviene il Gruppo Alpini di Carsoli in una nota a firma del Capo Gruppo Marco Carlizza:
“Rispetto a quanto accaduto occorre precisare che il gruppo alpini di Carsoli, fondato nel lontano 1934 e intitolato alla medaglia d’argento del valor militare Emidio Cimei, esprime stupore per il risalto mediatico che ha avuto la notizia relativa ad una sentenza in primo grado che ha condannato il nostro gruppo e la nostra parrocchia della Madonna del Carmine di Carsoli ad un risarcimento del danno a favore di un sessantanovenne caduto all’interno del locale attiguo alla chiesa e sede del nostro gruppo ANA.
Riteniamo innanzitutto la sentenza in questione assolutamente ingiusta, non adeguatamente motivata e che quindi merita ricorso in appello. Teniamo a precisare che la persona, all’epoca (otto anni fa) sessantanovenne, non era autorizzato ad accedere nella nostra sede in quanto non tesserato né tantomeno a salire sul soppalco il cui accesso peraltro era anche sbarrato. Di conseguenza i fatti riteniamo siano da addebitare a sua condotta imprudente e non autorizzata.
Nessuno infatti aveva chiesto o suggerito in alcuna forma, di riporre le bandiere degli alpini sul soppalco che notoriamente non era accessibile, ed infatti dette bandiere venivano riposte abitualmente nell’armadietto al piano terra. Ma di questo si occuperanno ora i nostri legali incaricati, in ogni caso la parola definitiva la pronuncerà a tempo debito la corte di appello dell’Aquila”.
F.to: Il capogruppo alpino Marco Carlizza